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Sanità, un nuovo istituto di ricovero e cura per le patologie cardiovascolari

Ottenuto martedì, in Assemblea legislativa, il via libera alla proposta della Giunta regionale di individuare le due nuove strutture, parte il percorso di costituzione e riconoscimento

Due nuovi Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) per l’Emilia-Romagna: un polo dell’assistenza multidisciplinare medico, chirurgica ed interventistica delle patologie ad alta complessità, presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e alcune strutture dell’Azienda Usl (Maggiore e Bellaria); e, per le patologie cardiovascolari, il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna). Ottenuto martedì, in Assemblea legislativa, il via libera alla proposta della Giunta regionale di individuare le due nuove strutture, parte il percorso di costituzione e riconoscimento.

“Una scelta che avviene in coerenza con gli obiettivi della programmazione regionale - ha sottolineato l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, prendendo la parola in Aula . Gli Irccs coniugano istituzionalmente attività di ricerca, clinica e sperimentale, e prestazioni assistenziali di altissima qualità: queste due nuove realtà, che portano a sei il numero di Irccs nella nostra regione, ci consentiranno di elevare ancora di più la qualità dei servizi e delle prestazioni per i cittadini e di aumentare l’occupazione qualificata. Parliamo poi di strutture che saranno altamente competitive nella corsa ai finanziamenti statali, che potranno quindi beneficiare di importanti fondi per lo sviluppo della ricerca scientifica e che sapranno trasferire nell’immediato le proprie conoscenze a beneficio della collettività. Per la prima volta, questa Regione dà parere favorevole a un Irccs a carattere privato. Siamo una delle pochissime Regioni ad avere solo Irccs pubblici o a controllo pubblico. Voglio però ricordare che, da circa diciott’anni, il Maria Cecilia per la cardiochirurgia è Hub per tutta la Romagna. Hub privato; ma qui- ha ribadito l’assessore, da noi, in sanità il privato opera secondo le regole del pubblico. Secondo regole coerenti con la programmazione e il sistema del controllo regionale”.

Dopo il pronunciamento favorevole dell’Assemblea legislativa, Policlinico Sant’Orsola e Maria Cecilia Hospital presenteranno domanda di riconoscimento alla Giunta regionale che, dopo la verifica dei requisiti, invierà la documentazione al ministero della Salute per la procedura di riconoscimento. Una volta che saranno stati riconosciuti ufficialmente, i due Irccs si aggiungeranno ai quattro già presenti in Emilia-Romagna: Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR) di Bologna, Istituto delle scienze neurologiche di Bologna (Ospedale Bellaria, all'interno dell'Azienda Usl di Bologna), Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia di Reggio Emilia (all'interno della nuova Azienda Usl di Reggio Emilia), e Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola (Irst).

L’ospedale privato accreditato Maria Cecilia Hospital di Cotignola è centro “Hub” per le attività cardiochirurgiche dell’Ausl della Romagna, che rappresenta a sua volta l’azienda territoriale di maggiori dimensioni dell’Emilia-Romagna (la popolazione di riferimento supera il milione di abitanti). Negli ultimi dieci anni, il Maria Cecilia Hospital ha sviluppato attività di ricerca di base e traslazionale, con il coinvolgimento di Atenei regionali e dei professionisti attivi nell’ambito della rete cardiologica romagnola. L’impulso alla ricerca ha potuto contare su un’organizzazione dedicata e laboratori di ricerca, e rappresenta un ulteriore elemento di coerenza con la programmazione regionale

La reazione del Movimento 5 stelle

"Le criticità andavano affrontate e risolte coinvolgendo il territorio, con un percorso che avrebbe dovuto comportare la revisione della programmazione sanitaria regionale e locale. Procedere con il suo riconoscimento come Irccs, scaricando ogni responsabilità sul Ministero che non può intervenire sull’organizzazione sanitaria che invece è competenza della Regione, riteniamo sia stato un errore. Come abbiamo ribadito in più di un’occasione è mancata totalmente un’analisi delle ricadute che questo riconoscimento avrà sul sistema sanitario romagnolo. Per questo avevamo chiesto che si realizzasse una programmazione per valorizzare maggiormente il ruolo delle strutture pubbliche nel progetto, creando una vera rete territoriale connessa con l’Irccs, dove la governance pubblica avesse prevalenza sull’interesse privato della struttura ospedaliera. Il tutto attraverso un confronto all’interno prima della conferenza socio-sanitaria della Romagna poi in Assemblea Legislativa per la sua eventuale approvazione. Percorso che Giunta e Pd ci hanno negato”. È questo il commento di Andrea Bertani e Raffaella Sensoli, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. “Nonostante anche il Pd abbia espresso dubbi su questo percorso, alla fine nessuno ha saputo rispondere alla domanda che ormai poniamo da tempo, ovvero su come si interfaccerà questa nuova struttura con il sistema sanitario pubblico della Romagna – aggiungono i consiglieri regionali M5S – Risposta che sarebbe dovuta arrivare da una buona riprogrammazione sanitaria locale avallata dalla Conferenza socio-sanitaria, che però su questa questione non si è mai espressa, se non attraverso una comunicazione fatta dal suo presidente, confermando così quel vuoto che noi denunciamo da tempo. Perché non si è scelto, per esempio, di intraprendere lo stesso percorso fatto per l’Irccs Sant’Orsola? Domande a cui sia Giunta e Pd non hanno voluto e saputo rispondere, confermando ancora di più i nostri dubbi su questa operazione che a nostro avviso non tutela a dovere il nostro sistema di sanità pubblica, con il rischio di uno sbilanciamento troppo forte a favore del privato che alla lunga, senza un’adeguata governance ed un’integrazione equilibrata, rischia di indebolire il servizio pubblico”.

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