Scarcerato, ha ripreso a spacciare: ritorna agli arresti domiciliari

Ancora nei guai a Faenza per il 35enne arrestato il 21 marzo scorso dai carabinieri che da tempo avevano avviato un'articolata indagine ritenendolo un personaggio dello spaccio di droga in città

Ancora nei guai a Faenza per il 35enne arrestato il 21 marzo scorso dai carabinieri che da tempo avevano avviato un’articolata indagine ritenendolo un personaggio dello spaccio di droga in città, soprattutto dopo l’ arresto dell’estate scorsa quando era stato sorpreso con sei chili di hashish nascosti nell’abitazione. Il gip del tribunale di Ravenna ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari accogliendo la richiesta di aggravamento depositata dai carabinieri.

Per l’episodio dello scorso luglio,il 35enne magrebino era rimasto in carcere per tre mesi, successivamente era stato rimesso in libertà ma il Gip aveva applicato nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora che gli imponeva di non allontanarsi da Faenza e di non uscire da casa la notte. Quel provvedimento sarebbe dovuto servire per impedire al 35enne di commettere altri reati legati allo smercio di stupefacenti.

I carabinieri, tuttavia, non hanno mai abbassato la guardia: infatti al termine di una lunga serie di appostamenti e pedinamenti, il 21 marzo lo avevano sorpreso a spacciare 100 grammi di hashish ad un 51enne brisighellese, episodio avvenuto in pieno centro a Faenza. Dopo quest’ultima vicenda, in attesa del processo rinviato a maggio, era stato scarcerato e nuovamente sottoposto all’obbligo di dimora. gli uomini dell'arma però, nel frattempo, hanno depositato al gip del tribunale di Ravenna una dettagliata relazione per chiedere nei confronti del 35enne l’adozione di una misura cautelare più afflittiva.

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Le osservazioni dei carabinieri sono state avallate dal gip Janos Barlotti che ha revocato l'obbligo di dimora applicando gli arresti domiciliari: dovra' quindi rimanere in casa con l’ulteriore divieto di incontrare estranei perché, come si legge nell’ordinanza, “ha chiaramente dimostrato l’assoluta mancanza di freni inibitori e la totale incapacità di autocontrollo”. Il primo marzo scorso il 35enne aveva patteggiato una pena a due anni e otto mesi di reclusione per la vicenda del suo arresto con i sei chili di hashish.

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