Sciopero alla centrale Enel, il sindacato: "Tornare a investire su impianti e personale"

Si è tenuto un incontro in Municipio tra il sindaco Michele de Pascale, le segreterie territoriali di categoria e le rsu della centrale elettrica

In vista del nuovo sciopero programmato per il 5 novembre alla centrale Enel di Porto Corsini, mercoledì si è tenuto un incontro in Municipio tra il sindaco Michele de Pascale, le segreterie territoriali di categoria e le rsu della centrale elettrica. "Durante l’incontro - commentano da Uiltec - abbiamo illustrato al sindaco le ragioni e le motivazioni che ci hanno portato come sindacato a dichiarare lo stato di agitazione per le centrali termiche di produzione elettrica di Enel nella nostra regione. Abbiamo così ribadito come nella centrale di Ravenna Enel si continui a non trovare soluzioni per il ripristino degli organici necessari a una conduzione efficiente e in sicurezza degli impianti, evitando nei fatti ogni confronto tecnico con i rappresentanti dei lavoratori per la ricerca di modelli organizzativi condivisi. Organici ormai ridotti così all’osso che i lavoratori dell’area a turno vedono ridursi i loro tempi di riposo e gli interventi manutentivi vengono rimandati o non effettuati a causa delle carenze di risorse dell’area manutentiva. Questo non solo rende poco efficiente la gestione della centrale, ma mette in serio pericolo la sicurezza dei lavoratori e aumenta il rischio di incidenti ambientali. Questa situazione diventa ancora di più incomprensibile in un momento in cui, a differenza del passato, le ore di attività della centrale sono aumentate in modo importante".

"In questo contesto abbiamo pertanto rappresentato come la centrale di Porto Cosini sia diventata nuovamente centrale per il sostegno dei fabbisogni elettrici della nostra area regionale - continuano dal sindacato - Abbiamo trovato nel sindaco la massima disponibilità nell’ascoltare le nostre rivendicazioni, condividendo poi insieme l’importanza di questo impianto grazie al ruolo che la produzione termica dei cicli combinati alimentati a gas naturale ha nel complesso processo della cosiddetta “transizione energetica”. Lo stesso De Pascale ha messo in evidenza le opportunità che una centrale con queste caratteristiche ha sul territorio ravvenate in relazione alla presenza del distretto estrattivo e dei progetti che lo stanno coinvolgendo. In particolare la possibile realizzazione a Ravenna del più grande sistema di cattura e stoccaggio di CO2 al mondo potrebbe rappresentare per la centrale ravennate una occasione per renderla, in evidente sinergia e collegamento con questa iniziativa, totalmente “carbon free”. In sintesi la centrale Teodora può tornare fondamentale nel sistema elettrico del nord-est. Ma per fare questo bisogna invertire questa lenta dismissione e tornare a favorire gli investimenti impiantistici e l’inserimento delle risorse necessarie alla sua corretta gestione".

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