Sciopero generale della scuola: presidio in Piazza del Popolo

Presidio in Piazza del Popolo venerdì mattina di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal per lo sciopero nazionale generale della scuola. C'è stato anche un incontro col Prefetto Salvatore Russo per spiegare le ragioni della protesta

Presidio in Piazza del Popolo venerdì mattina di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal per lo sciopero nazionale generale della scuola. C'è stato anche un incontro col Prefetto Salvatore Russo per spiegare le ragioni della protesta. E' stata proclamata l'agitazione, viene spiegato, "per il contratto non rinnovato da sette anni. La Corte costituzionale e una successiva pronuncia del Tribunale di Roma hanno sentenziato l’illegittimità di ulteriori rinvii. Per il personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata), ignorato dalla 107 ma oggetto di attenzioni inaccettabili dalle varie leggi di Stabilità che tagliano l’organico, riducono la possibilità di sostituire il personale assente, riversano sulle segreterie scolastiche profluvi di adempimenti che nulla hanno a che fare con la funzione istituzionale della scuola".

Lo sciopero è dovuto anche alla "scomparsa completa e definitiva del lavoro precario attraverso il riconoscimento pieno di chi ha maturato diritti all’impiego per aver prestato servizio per almeno 36 mesi (limite imposto dalla Corte di Giustizia europea) da supplente e per aver acquisito titoli validi alla stabilizzazione". Si incrociano le braccia "per una valorizzazione della professione docente, centrata - diversamente da quanto prevede la legge 107 - sulla valutazione del lavoro collegiale e sull’impegno individuale, alleggerito dagli attuali eccessi burocratici - attraverso l’introduzione di meccanismi oggettivi di progressione della carriera da definirsi in ambito contrattuale. Il salario va ricondotto all’accordo fra le parti e sottratto all’arbitrio di un organo monocratico".

Sarà una manifestazione inoltre "per la libertà d’insegnamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione, incompatibili con la “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico; ma anche per i dirigenti scolastici in quanto non è più accettabile la sperequazione con la dirigenza pubblica, né il sovraccarico di incombenze e responsabilità cui fa riscontro un calo delle retribuzioni percepite". Infine si sciopera "per investimenti nell’istruzione che colmi il gap con la media degli investimenti dei paesi Ocse (5,9%) incrementandoli di un punto di Pil".

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