Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Sconti sui tributi per la Ravegnana, l'opposizione diffida: "Delibera illegittima, non applicatela"

Una diffida al dirigente del servizio Finanze del Comune su una delibera del Consiglio ritenuta illegittima, quella sulla concessione di sgravi fiscali comunali per le attività di via Ravegnana colpite dalla chiusura

Una diffida al dirigente del servizio Finanze del Comune su una delibera del Consiglio ritenuta illegittima, quella sulla concessione di sgravi fiscali comunali per le attività di via Ravegnana colpite dalla chiusura della strada dopo il crollo della diga di San Bartolo. A sottoscrivere il documento sono i capigruppo di opposizione che già si sono opposti alla delibera al momento del voto, vale a dire Lista per Ravenna, Lega Nord, Forza Italia, Ravenna in Comune, CambieRà e Gruppo Misto.

Firmatari sono Alvaro Ancisi, Samantha Gardin, Alberto Ancarani, Massimo Manzoli, Samantha Tardi, Marco Maiolini, che hanno coinvolto anche il segretario generale e responsabile dell'Anticorruzione e della Trasparenza, il collegio dei revisori dei conti e il sindaco di Ravenna: “L’iniziativa concerne la deliberazione consiliare del 19 marzo 2019 sulla chiusura di via Ravegnana, che dispone “misure di agevolazione dei tributi TARI, ICP e TOSAP in favore delle imprese localizzate nell’area oggetto di preclusione al traffico”. Approvata dalla maggioranza col voto contrario di tutta l’opposizione, ne impugniamo, in punta di diritto, la legittimità e ne dimostriamo l’infondatezza e l’inapplicabilità”.

I consiglieri premettono il senso politico dell'iniziativa: “Si tratta di pochi spiccioli di esenzioni tributarie, tra cui l’unica che valga qualcosa attiene alla TARI. Contrastiamo che la delibera avvenga senza impegnare un soldo del bilancio comunale, bensì ponendone il costo a maggior carico dell’intera massa dei contribuenti che questa tassa rifiuti la pagano. Lo consideriamo addirittura offensivo”.

“Quello che noi proponiamo – recita il documento - è che la giunta tiri fuori almeno un millesimo/un millesimo e mezzo (200/300 mila euro) del bilancio corrente, per rimborsare i danni che la chiusura della Ravegnana ha prodotto e produrrà, chissà per quanto, alle imprese ubicate su tutta la vasta area martoriata posta sull’asse della Ravegnana fino a Coccolia e sulle frazioni a lato della Ravegnana facenti capo ai consigli territoriali di Roncalceci, San Pietro in Vincoli e Ravenna Sud. Ma non solo, perché vogliamo che siano rimborsati anche i cittadini residenti nella stessa area che, per esigenze di lavoro o familiari, subiscono anch’essi dei salassi economici per fronteggiare i propri attuali problemi di mobilità pericolosa e travagliata. Ci pare che verso questa direzione si sia sollevata in consiglio anche la voce del PRI. Se questa è l’intenzione di procedere della maggioranza, lasciando perdere gli inutili garbugli tributari, siamo a disposizione per definire insieme le forme giuste e legittime per assumere le decisioni conseguenti”.

La diffida arriva perché, secondo l'opposizione “il provvedimento della maggioranza, rifacendosi alla norma della legislazione finanziaria (art. 1, comma 86, legge 549 del 1995) che consente di concedere riduzioni o esenzioni tributarie agli “esercizi commerciali ed artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono  per oltre sei mesi", potrebbe interessare, nel caso di via Ravegnana, solo le attività di questo genere comprese nel tratto di quattro chilometri, chiuso al traffico, tra la rotonda sulla tangenziale Classicana e la provinciale Godo e San Marco, dove però non esistono imprese di questo genere, se non forse una. Viceversa, in contrasto con la legge, la maggioranza intende estendere il beneficio anche ai “pubblici esercizi, turistici e ricettivi”, che sono al massimo tre, ma soprattutto a “tutta l' area interessata da questa problematica” (parole dell’assessore al ramo): area del tutto vaga ed imprecisata, che inevitabilmente comprenderebbe imprese ubicate fuori del tratto di via Ravegnana chiuso al traffico. Per fare questo, obiettivo sicuramente doveroso, avrebbe dovuto essere accolto, e non bocciato, l’emendamento Ancisi che, distaccandosi dalla norma di legge tributaria posta a base del provvedimento, ha proposto di concedere i medesimi benefici tributari a tutti gli“esercizi ubicati nell’area economicamente danneggiata in conseguenza della chiusura della strada SS 67 Tosco Romagnola….”,  quindi su tutta la Ravegnana fino a Coccolia e “nelle aree frazionali di San Pietro in Vincoli, Roncalceci e Ravenna Sud (San Marco e San Bartolo, in particolare)”, parimenti danneggiate. Logico e consentito dalla legge è che la copertura finanziaria, per queste estensioni, debba essere posta a carico del bilancio comunale, non degli altri contribuenti”. La diffida chiede al dirigente del servizio Finanziario che ha invece espresso parere positivo al provvedimento di non dar seguito al provvedimento approvato: diffida che comunque chiama in causa anche le responsabilità del segretario generale, del collegio dei revisori e del sindaco stesso.

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