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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Scuola, i precari FLC-Cgil: "Impreparazione al potere"

"Perché al ministero dell'Istruzione devono sedere sempre e solo degli esponenti politici che di pubblica istruzione capiscono e conoscono ben poco?"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Perché al ministero dell'Istruzione devono sedere sempre e solo degli esponenti politici che di pubblica istruzione capiscono e conoscono ben poco?

Anche in questo governo, definito da tutti il governo del cambiamento, la nomina di ministri e sottosegretari è stata determinata da equilibrismi che hanno poco a che fare con le effettive competenze dei nominati. Ancora una volta gli interessi della collettività sono stati scomposti in tanti interessi particolari.

L'ultima assemblea del Coordinamento Precari FLC CGIL di Ravenna ha evidenziato criticità vecchie e nuove che continuano a mettere in discussione la qualità della scuola e la dignità dei lavoratori che in essa operano.

La Scuola dell'infanzia, si legge sugli orientamenti emanati dal Miur, “concorre, nell'ambito del sistema scolastico, a promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini nella prospettiva della formazione di soggetti liberi, responsabili ed attivamente partecipi alla vita della comunità locale, nazionale ed internazionale.", ma non è certo continuando a tagliare anche su questo segmento così importante di scuola, che si otterranno i risultati declamati dal Mur. Si dovrebbe invece prevedere una riorganizzazione della scuola dell'infanzia rendendone obbligatorio l'ultimo anno.

La Scuola elementare ha subito tagli drammatici che hanno determinato la fine del tempo pieno e la perdita di moltissime competenze, come l'insegnamento della lingua straniera che ha visto diminuire la propria valenza e qualità. Un modello di Scuola, quella Elementare, eccellenza tutta italiana, studiata anche dagli altri paesi europei, svilita del fondamentale ruolo che ricopre a causa di tagli indecorosi e indiscriminati.

La Scuola secondaria di primo e secondo grado è stata martoriata dall'ennesima contro-riforma ideologica e votata al risparmio. Sono quasi del tutto scomparse materie fondamentali come la geografia, l'educazione tecnica, la storia dell'arte e il diritto; sono state falcidiate le ore di laboratorio negli istituti tecnici e professionali, causando un impoverimento dell'offerta didattica, la mancata professionalizzazione dei nostri studenti e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Il sostegno viene visto come un optional e non un diritto e chi ne fa le spese sono, sia i docenti , ma soprattutto i ragazzi e il loro diritto costituzionale al sapere.

Per non parlare degli ATA, che a causa delle esternalizzazioni e del lavoro sempre più complesso della macchina burocratica, da un lato perdono posti di lavoro e dall'altro sono oberati da un numero sempre crescente di mansioni e responsabilità a parità di stipendio.

A fronte di tutto questo, i nuovi ministri non parlano di investimenti, reclutamento, formazione , turn over, qualità dell'offerta formativa, inclusione, nuove tecnologie, ma di taglio di un anno del percorso di studi.

Questa sommaria diminuzione del percorso scolastico, viene proposta senza alcuna progettualità didattica e pedagogica determinando di fatto un grave vulnus nel percorso formativo ed educativo dei nostri studenti e, nel contempo, garantendo allo stato un notevole guadagno, licenziando 46.000 dipendenti tra insegnanti ed ATA, senza una revisione dell'intero ciclo formativo. Inoltre, si ripropone la solita cura miracolosa della meritocrazia, come se gli insegnanti fossero dei lavativi pronti a truffare lo stato ed i cittadini, a fronte di stipendi indecorosi e sfruttando un esercito di 150000 precari che ogni giorno, pur senza diritti e sicurezze, garantisce il regolare svolgimento delle lezioni nelle nostre scuole.

Chiediamo quindi

l'innalzamento dell'obbligo scolastico a 18 anni,

la generalizzazione della scuola dell'infanzia,

il rafforzamento del percorso formativo da 3 a 18 anni in termini di competenze e professionalità

Inoltre, si ripropone la solita cura miracolosa della meritocrazia, come se gli insegnanti fossero dei lavativi pronti a truffare lo stato e gli studenti, a fronte di stipendi indecorosi, sfruttando un esercito di 150,000 precari che ogni giorno, pur senza diritti e sicurezze, garantisce il regolare svolgimento delle lezioni nelle nostre scuole.

Il Coordinamento Precari FLC CGIL di Ravenna non vede progettualità né competenza nelle dichiarazioni del nuovo ministro, ma la solita improvvisazione dettata più dalla vulgata qualunquista, che vede nel dipendente pubblico il fannullone o peggio, il male da eliminare, che da un'effettiva volontà di risolvere i problemi della Scuola Italiana; l'unica e fondamentale istituzione che può ridare spinta e visione al futuro del paese.

Il Coordinamento Precari FLC CGIL di Ravenna chiederà con forza risposte alla politica mettendo in atto una serie di iniziative sia a livello locale che nazionale: sostenendo le mobilitazioni del'11 aprile “giorno della dignità precaria”, sollecitando il congresso nazionale della FLC CGIL affinché sia indetto uno sciopero che interessi tutti i settori, proponendo attività culturali e informative sul territorio.

Coordinamento Precari FLC Cgil Ravenna

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