Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Scuola, i ravennati contro la Dad consegnano al Prefetto una lettera per il Presidente Draghi

Il gruppo ravennate contro la Dad: "Gli studenti dell’Emilia-Romagna sono stati i più penalizzati a livello nazionale ed europeo, appena 72 giorni in presenza da febbraio 2020"

Venerdì mattina la rappresentanza ravennate della rete nazionale “Scuola in Presenza” ha incontrato il Prefetto di Ravenna Enrico Caterino per la consegna “simbolica” di una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in difesa della scuola in presenza. L’intenzione dell’incontro era quella di sensibilizzare il Governo, tramite il proprio rappresentante locale ovvero il Prefetto, sulla situazione delle scuole in Emilia-Romagna dove ancora molte classi delle scuole superiori restano in didattica a distanza con percentuali variabili del 50%, 70% o 100% a seconda delle decisioni dei dirigenti scolastici dei singoli istituti.

"La scuola resta chiusa per circa 200 mila studenti in regione e alcuni dirigenti scolastici hanno arbitrariamente deciso di terminare la scuola in presenza già dal 24 o dal 29 maggio disponendo la DaD per le classi quinte per evitare il rischio di quarantena in vista dell’esame di maturità - afferma il gruppo ravennate Persone contro la Dad -. Gli studenti dell’Emilia-Romagna sono stati i più penalizzati sia a livello nazionale, che europeo in termini di giorni di scuola persi: appena 72 giorni in presenza da febbraio 2020, nonostante la regione sia stata quasi sempre in zona arancione o gialla e questo determinerà conseguenze incalcolabili in termini di pregiudizio della salute psico-fisica dei minori, perdita di chances, oltre ai danni da sovraesposizione da dispositivi elettronici".

Il gruppo ravennate contesta anche "il protocollo sanitario della regione che considera solo gli studenti come contatti stretti, seppure distanziati e con mascherina, a differenza di insegnanti ed adulti, ponendoli in quarantena per 10 giorni in caso di un alunno positivo in classe, anche con tampone negativo. Si è chiesta una decisiva e risolutiva presa di posizione del Governo perché svolga appieno la propria funzione di “guida” richiamando la Regione Emilia – Romagna al rispetto della normativa vigente e quindi disponga l’apertura di tutte le scuole in presenza al 100% come previsto dal D.L. 52/2021 per sempre senza condizioni discriminatorie e l’adozione di un protocollo sanitario nazionale che non discrimini i minori rispetto agli adulti, ma disponga la quarantena solo per i singoli alunni positivi e non automaticamente per tutta la classe, come era previsto in precedenza".

"Si è anche sollecitato - conclude il gruppo Persone contro la Dad - l’intervento dell’Autorità Garante per l’adolescenza perché tuteli con forza i diritti dei minori, che sono i soggetti più deboli e più penalizzati e devono essere difesi e non illegittimamente discriminati rispetto a tutte le altre categorie. Dal canto suo il Prefetto Enrico Caterino ha mostrato tutta la sua vicinanza al mondo della scuola e ha confermato tutto il suo impegno affinché si prosegua il dialogo con i Dirigenti Scolastici per lo scaglionamento degli ingressi a scuola e con tutte le Autorità regionali e centrali affinché a settembre tutti gli studenti possano tornare a scuola al 100% in presenza. A lui il plauso di aver organizzato un tavolo tecnico con gli studenti".

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