Mascherine, distanziamento e turni: così si tornerà in classe a settembre

È più vicino l’accordo sulla riapertura delle scuole. Dopo che la bozza del provvedimento, uscita tre giorni fa, aveva fatto infuriare un po’ tutti, il ministero dell’Istruzione è corso ai ripari

È più vicino l’accordo sulla riapertura delle scuole. Dopo che la bozza del provvedimento, uscita tre giorni fa, aveva fatto infuriare un po’ tutti, il ministero dell’Istruzione è corso ai ripari. Nel documento, per quanto riguarda le misure di distanziamento sociale, si ricorda l'indicazione del Cts secondo cui "il distanziamento fisico (inteso come 1 metro fra le rime buccali degli alunni), rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione". Insomma, tra gli studenti dovrà esserci almeno un metro misurato da bocca a bocca, distanza che sale a due metri per la cattedra del docente.

La mascherina

Resta comunque la possibilità da parte del Cts "di valutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell'obbligo di mascherina per gli studenti (soprattutto della scuola primaria), per tutta la durata della permanenza a scuola e nei diversi ordini e gradi, una volta che possa essere garantito l'assoluto rispetto del distanziamento fisico sopra menzionato sulla base dell'andamento dell'epidemia anche in riferimento ai diversi contesti territoriali".

Possibilità di turni differenziati e ingressi scaglionati

Nella nuova bozza resta, come previsto nel precedente documento, la possibilità di prevedere turni differenziati e lezioni anche di sabato. E non è escluso che l'arrivo a scuola degli alunni possa essere differito e scaglionato in maniera da evitare assembramenti. Nella nuova bozza si fa riferimento all'avvio, da parte dell'amministrazione centrale, di un apposito monitoraggio, sulla base dei dati emergenti dai Tavoli regionali e dalle conferenze di servizio, per valutare ogni possibile intervento, su specifiche situazioni, prevedendo, "ove strettamente necessario" anche ai fini di rispettare le misure di prevenzione anti-Covid "ulteriori incrementi di organico, aggiuntivi, di personale scolastico per le istituzioni scolastiche statali".

Anche in questa nuova versione proposta a Regioni ed enti locali resta "ferma l'opportunità per le istituzioni scolastiche di avvalersi delle ulteriori forme di flessibilità derivanti dallo strumento dell'autonomia, sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio". Ad esempio, "una riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento", l'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso, "una frequenza scolastica in turni differenziati" e "per le scuole secondarie di II grado oltre alla didattica in presenza, "in via complementare, didattica digitale integrata" dove le condizioni la rendano opzione preferibile o le opportunità tecnologiche, l'età e le competenze degli studenti lo consentano. Contemplata, ancora, la possibilità di estendere "il tempo scuola settimanale alla giornata del sabato" ove non già previsto.

Nelle scuole secondarie di II grado a differenza, della precedente bozza, la didattica digitale integrata viene considerata come opzione in seconda battuta a quella in presenza ossia "in via complementare". Tra le altre novità contenute nel nuovo testo, quella relativa alla partecipazione studentesca: oltre alle assemblee nel rispetto dell'obbligo di distanziamento, viene consentito anche lo svolgimento delle attività "con modalità a distanza". Un maggiore potere viene attribuito alle Conferenze dei servizi che, istituite su iniziativa dell'Ente locale competente, potranno anche individuare "modalità di intervento e soluzioni operative".

Scuola, Azzolina chiede un miliardo

Ma il nodo da sciogliere è anche (e forse soprattutto) economico. La ministra Azzolina ha chiesto “un miliardo in più subito, oltre a quello gia' stanziato! Servono nuovi spazi per la didattica e per potenziare l'organico”. Dall’altro lato, il premier Conte ha chiesto ancora un po’ di tempo per trovare la quadra. Gli ultimi dettagli dovrebbero essere limati nel corso della Conferenza Stato-Regioni.

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