Coronavirus, canto vietato a scuola? "Aumenta il rischio di contagio"

Un gioco del silenzio perenne, almeno nel caso in cui non si rispetti la distanza di almeno un metro: questo quello che potrebbe attendere gli alunni nel nuovo anno scolastico dell'era Covid

Un gioco del silenzio perenne, almeno nel caso in cui non si rispetti la distanza di almeno un metro: questo quello che potrebbe attendere gli alunni nel nuovo anno scolastico dell'era Covid, con le nuove regole che sono state al centro di un acceso dibattito tra Governo e Regioni. Niente mascherine in classe, come recita la nota del Comitato Tecnico Scientifico, che spiega: ''Nell'ambito della scuola primaria, per favorire l'apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l'assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto)''. Discorso identico per quanto riguarda la scuola secondaria.

Coronavirus, canto vietato a scuola?

Quindi non si potrà cantare a scuola? Secondo gli esperti del Cts sarebbe da evitare. Se la nota poteva lasciare spazio ad interpretazioni, la conferma è arrivata dalle parole di Kyriakoula Petropulacos, componente del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid e direttore della Sanità in Emilia-Romagna: "Cantare e urlare aumentano lo spargimento di goccioline che, se infette, hanno la capacità di contagiare. Dunque a scuola, sul canto alle lezioni di musica è meglio soprassedere, a meno di non essere dovutamente distanziati. E' difficile pensare che tutti in una classe si ricordino che è saggio non alzare la voce o restare in silenzio, ma se lo facesse la maggioranza sarebbe sufficiente".

In un'intervista al Corriere della Sera, l'esperta spiega che ''le conoscenze sulle potenzialità di contagio nell'età scolare sono incomplete e questo impedisce di prendere posizioni definitive". "Potremmo essere costretti a modificare certe scelte - precisa - In alcuni casi però abbiamo potuto dare indicazioni operative condivise, ad esempio cosa fare quando si scopre un alunno positivo". A chi le chiede se è scontato che con la ripresa della scuola aumenteranno i focolai, Petropulacos risponde che "non è affatto scontato, anzi. E' una grande sfida che si può superare con la partecipazione di tutti. Il coinvolgimento della famiglia è fondamentale. Chiediamo ai genitori di misurare più spesso la febbre ai figli anche semplicemente poggiando la mano sulla fronte o usando il termometro mentre fanno colazione".

Scuola, il tenore Grigolo: ''Non togliete il canto ai bambini''

La notizia del ''canto vietato a scuola'' ha immediatamente innescato un ampio dibattito sui social, tra chi la ritiene una scelta giusta e per certi versi obbligata, e chi non vorrebbe privare gli alunni del canto. A simpatizzare per quest'ultima fazione c'è il tenore Vittorio Grigolo, che all'Adnkronos ha commentato la decisione del Cts di vietare agli alunni di cantare per evitare situazioni che "prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto)": "Trovo che sia una decisione assurda. Durante questi mesi di lockdown siamo riusciti a riaprire i nostri cuori proprio grazie alle musica. Mi metto a disposizione del comitato di esperti affinché si trovi una soluzione".

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"Mettiamo una luna di plexiglass - propone il maestro - come un sorta di leggio che permetta al bambino di andare dietro alla luna, avere già il suo spartito e cantare la sua canzone davanti ai compagni di classe senza 'schizzare' a nessuno. Diamo ai bambini direttamente la possibilità di avere già degli spettatori -sottolinea- non togliamogli il canto, abbiamo speso tanti soldi, troviamo una soluzione. I bambini sono quelli che hanno sofferto di più la reclusione perché non avevano spazi e non avevano la possibilità di interagire con i loro coetanei. Toglierli anche il canto sarebbe un grande errore. L"Inno di Mameli' che io ho cantato il 2 giugno - ricorda il tenore - è partito dalle case di tutti gli italiani che, essendo privati della loro libertà, hanno trovato nel canto una sorta di liberazione perché nella reclusione riusciamo a far trasparire le nostre emozioni attraverso il canto. La musica fa parte del nostro dna, non toglietecela!".

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