menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Scuole chiuse, Bonaccini: "Non decido io la riapertura". Vaccinato metà del personale scolastico

"Non ne possiamo più neanche noi di vedere i nostri studenti in didattica a distanza", sottolinea ancora Bonaccini, "ma questo dipenderà da quando la curva calerà"

Sulla riapertura delle scuole "non è che decido io. Ci sono regole nazionali da rispettare". A dirlo il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sulla possibile ripresa delle attività in presenza. I nuovi casi in Emilia-Romagna stanno calando, come ha evidenziato lo stesso governatore, ma "c'è un Dpcm che fissa quando le scuole devono essere chiuse", ricorda. "Non appena avremo i numeri che consentono da Dpcm di riaprirle noi le riapriremo", garantisce.

Inoltre "mi auguro sia l'ultimo anno scolastico con la didattica a distanza". Nelle scuole di ogni ordine e grado, ricorda ancora Bonaccini, "abbiamo avuto oltre 400 focolai da gennaio a oggi, noi ci auguriamo che le scuole possano riaprire prima possibile. Non ne possiamo più neanche noi di vedere i nostri studenti in didattica a distanza", sottolinea ancora Bonaccini, "ma questo dipenderà da quando la curva calerà".

Vaccinazioni

Sul fronte vaccinazioni, in Emilia Romagna circa metà degli insegnanti e del resto del personale scolastico ha ricevuto il siero. "Allo stato attuale le vaccinazioni sono arrivate ad oltre 58.000, quasi 59.000", spiega l'assessore regionale all'Istruzione Paola Salomoni. "Siamo a circa metà del personale composto da circa 120.000 persone - dettaglia Salomoni - dallo zero-tre fino alle scuole secondarie e la formazione professionale.

Bonaccini, comunque, non invoca misure per sollecitare i docenti a fare il vaccino. A differenza di quanto fatto per i sanitari no vax. Il personale scolastico "non è il personale sanitario", sottolinea il governatore. "Possiamo permetterci di obbligare le persone a vaccinarsi se c'è una legge dello stato - torna a ricordare Bonaccini - io ho detto che non vedevo una legge nazionale per vaccinare tutto il paese, perchè poteva persino essere un boomerang. Ho detto invece che a mio parere non può stare a lavorare dove devi tutelare le persone che curi cioè in prima fila, negli ospedali ad esempio, quel personale sanitario che non vuole vaccinarsi. Perchè non mette a rischio solo la propria salute ma anche quelle delle persone che ha i cura. Ma anche qui - ribadisce Bonaccini - non decidiamo noi". In ogni caso, la ripresa della campagna "sta andando bene, vedo poche rinunce su Astrazeneca da parte di chi si era prenotato", fa sapere il governatore. Che anticipa una "ulteriore accelerazione" sulla campagna vaccinale.

In effetti in settimana, con l'arrivo di nuove scorte di vaccini "ci avvicineremo alle 20.000 dosi somministrate al giorno", aveva anticipato domenica sui social l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, annunciando la copertura del 70% degli ultraottantenni. Traguardi sottolineati anche da Bonaccini. Sulle vaccinazioni "siamo tra le regioni di testa, siamo tra chi ha il numero più alto di vaccinati rispetto alla popolazione esistente. E siamo col Lazio tra chi ha vaccinato un numero maggiore di ultraottantenni. Entro fine aprile confido che avremo terminato le seconde dosi a tutti". Ma si conta di passare a breve anche da altri segmenti della popolazione regionale. "Se davvero, e non voglio pensare non accada, arriveranno oltre 100 milioni di dosi in sei mesi - dice ancora Bonaccini - è evidente l'Emilia-Romagna avrebbe alcuni milioni di dosi per vaccinare pressochè tutta la popolazione che vuole farlo". (fonte Dire)

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Giardino

Come dare nuova vita al giardino con il Bonus Verde 2021

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento