"Sei mesi per fare il test a un bambino autistico, famiglie abbandonate": la denuncia della Lega Nord

E’ quanto denunciano i consiglieri regionali della Lega Nord Massimiliano Pompignoli e Daniele Marchetti in un’interrogazione rivolta all’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi

"Famiglie con bambini affetti da sindrome autistica abbandonate a loro stesse". E’ quanto denunciano i consiglieri regionali della Lega Nord Massimiliano Pompignoli e Daniele Marchetti in un’interrogazione rivolta all’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi. I leghisti denunciano il caso di un bambino di circa 4 anni, residente a Ravenna, a cui è stato diagnosticato lo 'spettro autistico di tipo moderato' e per il quale ci sarebbero voluti, secondo i due esponenti del Carroccio, quasi sei mesi per fare il test e un mese per avere i risultati.

"L'Ausl di Ravenna - spiegano i consiglieri - come terapia, in questi casi, attuerebbe il 'programma Pria' (Programma regionale integrato autismo): questo programma, immediatamente dopo la diagnosi, prevede che partano le cure consistenti in un minimo di due ore settimanali non domiciliari e due domiciliari, Ma da oltre 5 mesi l'Ausl non da notizie ai genitori del bambino e la referente dell'Azienda continuerebbe a giustificare i ritardi con una 'lista di attesa' evidentemente lunga. Ma i genitori starebbero sopportando spese dai 400 ai 700 euro al mese per cure private che non potrebbero permettersi per garantire al figlio le cure necessarie. In tutto questo, esiste "la delibera regionale del 2016 dove si legge, tra l'altro, che 'deve continuare l'attenzione alla precocità della diagnosi e a una tempestiva presa in carico...'" e per la fascia di età 0-6 anni si prevedono "interventi terapeutici e/o abilitativi entro 2 mesi dopo la diagnosi"".

Di qui, una serie di domande rivolte all’assessore Venturi, sia per avere un quadro esaustivo dei casi di autismo diagnosticati in Romagna, sia sulle ragioni del divario che intercorre tra la realtà denunciata nell’interrogazione e le direttive previste dalla Regione. Pompignoli e Marchetti vogliono anche sapere "a chi ascrivere le responsabilità di queste carenze della sanità pubblica romagnola", sostenendo che “è giunta l’ora di non pagare più premi di produttività di migliaia di euro a chi non solo non prevede di fornire servizi indispensabili ai cittadini di questa regione, ma addirittura prende in giro le famiglie promettendo terapie che, al contrario, devono poi pagare di tasca loro”. Da ultimo l’appello a Venturi a provvedere con grande urgenza al sostegno delle famiglie coinvolte e a trovare soluzioni per le troppo lunghe liste di attesa.

La replica dell'Ausl

Prontamente è arrivata la replica dell'Ausl. "Negli ultimi anni si assiste a un incremento significativo delle richieste di valutazione per il sospetto di diagnosi di Disturbo dello spettro autistico e delle conseguenti prese in carico - spiegano dall'Azienda sanitaria romagnola - A fine agosto 2018 il dato su base aziendale vede 865 persone in carico presso i Centri Autismo, e il Distretto di Ravenna con 267 assistiti minori dei quali 134 nella fascia di età 0/6 anni, in forte incremento rispetto al giugno 2016, in cui gli assistiti erano 180. La diagnosi di Disturbo Pervasivo di Sviluppo prevede, oltre alla valutazione medica svolta dal neuropsichiatra infantile, la somministrazione di una serie di scale specifiche: questo percorso vede impegnati operatori il cui tempo lavoro è dedicato esclusivamente a questo tipo di problematica, cui si affiancano figure professionali che invece diversificano i loro ambiti di intervento. Il percorso di valutazione, previsto per la definizione della diagnosi così come indicato dalla letteratura di riferimento e seguito da tutti i Centri Autismo dell’Azienda Ausl della Romagna, si articola in più sedute condotte da due operatori della durata media di circa tre ore, nel corso delle quali viene raccolta dai genitori la storia clinica del bambino, effettuata la visita medica, somministrata un’apposita scheda, svolta una seduta di osservazione di gioco, compilato il Profilo Psico Educativo o la valutazione del livello cognitivo del bambino. Ai genitori, contemporaneamente, viene proposta la compilazione di una apposita scala che valuta le abilità di vita quotidiana. Il percorso si conclude con un colloquio ai genitori per la comunicazione degli esiti del percorso diagnostico e la condivisione dell’eventuale piano di trattamento".

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"Attualmente, stante la complessità del percorso, il Centro Autismo di Ravenna garantisce la valutazione di otto nuovi bambini ogni settimana - continuano dall'Ausl - Nel caso di diagnosi positiva segue poi una presa in carico terapeutica che prevede, per la fascia di età 0/6 anni 4 ore di trattamento settimanali individuali o di gruppo, che si articolano in due ore svolte presso la sede del servizio (trattamento psicoeducativo e/o logopedico) e due ore di intervento domiciliare. A questo si aggiunge la consulenza ai genitori ed alla scuola. Le modalità di presa in carico previste da Delibera Regionale indicano una priorità ai bambini nella fascia 0/3 anni e attualmente, presso il Centro Autismo di Ravenna, risultano essere presenti 22 bambini con richiesta di valutazione. Occorre precisare che nell’ambito dell’Azienda Ausl della Romagna è attivo un tavolo di lavoro con le Associazioni Autismo finalizzato a condividere i percorsi di presa in carico, in una logica di integrazione e di uniformità di accesso e trattamento delle cure in ambito aziendale, pur considerando le specificità e le peculiarità evidenziate anche dalle diverse organizzazioni presenti nei Centri Autismo territoriali. Nell’ambito dell’ultimo recente incontro sono stati approfonditi per Ravenna come per gli altri ambiti territoriali, i servizi in essere e gli ulteriori ampliamenti che si stanno strutturando, finalizzati a fronteggiare le criticità determinate anche dal costante ed esponenziale aumento di nuove diagnosi così come da altri fattori congiunturali. Questo si sta traducendo sia in investimenti di tipo strutturali (quattro nuovi locali destinati a studi professionali), sia in investimenti di risorse umane specificatamente dedicate, quali un medico neuropsichiatra, un educatore e un logopedista. Contestualmente, proprio nell’ambito di Ravenna, sono stati attivati percorsi di collaborazione per potenziare le attività previste presso il “Centro Casa Augusta”, gestito dalla Fondazione Pini (grazie ad un progetto promosso dall’Associazione ANGSA – Ravenna) in convenzione con l’Azienda USL della Romagna per l’attivazione di interventi di tipo psicoeducativo, dedicati a persone con disturbo dello spettro autistico. Pur nella consapevolezza della preoccupazione delle famiglie, affinché le prese in carico e le valutazioni possano essere sempre più tempestive, e pur con gli investimenti per migliorare ulteriormente, si ritiene che, in linea generale, l’Azienda USL si stia adoperando per rispondere in maniera adeguata alle indicazioni provenienti dalla letteratura scientifica e dalle linee guida".

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