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Cronaca Faenza

Raccolta fondi per Sara, Lucarelli accusa: "Poche verifiche". Il padre chiarisce e rilancia: "Venga a trovarci"

Selvaggia Lucarelli lamenta poca trasparenza e scarse verifiche da parte dei giornalisti che si sono occupati della vicenda. Il padre: "In tre anni spesi circa 36mila euro. E la casa il Comune mica ce la regala"

Ha destato l'attenzione di Selvaggia Lucarelli la raccolta fondi per Sara Cantagalli, la bimba faentina di 5 anni alla quale tre anni fa è stato diagnosticato un raro tumore, un neuroblastoma al quarto stadio, che di recente ha dovuto interrompere le cure. I genitori della piccola, non potendo più fare nulla per contrastare la malattia diventata ormai troppo grave, hanno deciso di far trascorrere alla loro bambina il tempo che le rimane nel migliore dei modi, esaudendo ogni suo desiderio e accompagnandola in tutti quei posti che vorrebbe vedere, prima che sia troppo tardi.

La raccolta fondi nel giro di una manciata di giorni ha superato i 100mila euro, tanto che i genitori hanno deciso di chiuderla (almeno momentaneamente), dal momento che i desideri di Sara potranno essere tutti realizzati con i soldi raccolti. Sempre per volere di babbo Mattia e mamma Maria, se i soldi raccolti non dovessero essere usati integralmente - nel caso in cui le condizioni di Sara peggiorino in fretta - saranno donati ad altre famiglie in difficoltà con bambini malati.

Anche l'associazione Cuore & Territorio replica a Lucarelli: "I nostri controlli sono stringenti"

L'accusa della Lucarelli: "Un grande caos, poche verifiche"

La giornalista Lucarelli - autrice, rimanendo sul tema beneficenza, della celebre inchiesta sul pandoro benefico di Chiara Ferragni -, venuta a conoscenza della raccolta fondi per Sara, ha puntato il dito lamentando poca trasparenza e scarse verifiche da parte dei giornalisti che si sono occupati della vicenda.

"Nel 2021 Sara aveva ricevuto 130mila euro dall'associazione Cuore e Territorio - scrive la Lucarelli - Si era scritto che il denaro serviva per cure molto costose. Le cure sono a carico del servizio sanitario, come risaputo. E perché i genitori si erano dovuti licenziare entrambi. I genitori, come tutti i genitori di bambini malati, potevano usufruire di numerose agevolazioni tra congedi straordinari e altro, vale per tutti. In realtà però non si è capito bene cosa facessero negli ultimi tempi, pare i rider, ma “negli ultimi mesi non siamo riusciti più a lavorare perché le condizioni di Sara ci imponevano di starle costantemente vicini, anche nei colloqui coi medici che ci volevano entrambi”, ha detto la madre alla stampa. I genitori hanno assegno di accompagnamento e altri sussidi. I genitori, visto che avevano difficoltà a pagare l’affitto, hanno ricevuto una casa dal Comune di Faenza. Avevano i loro conti correnti su cui donare visibili sulle loro pagine social fino a ieri. Grazie a quest’ultima raccolta fondi sponsorizzata dalla stampa per esaudire i desideri della figlia hanno raccolto, dicono, 117mila euro. In realtà è impossibile sapere la cifra esatta perchè questa è la cifra raccolta su due Gofundme diversi, uno della madre e uno del padre. Poi c’è Satispay. Poi i conti diretti. Sulla pagina Facebook chiedono soldi per esaudire i desideri della figlia perché purtroppo non sopravviverà (loro scrivono MORIRÀ) e nell’altra per aiutarla a vincere contro la malattia. Questo “Babbo Natale dei bambini” che li aiuta nessuno sa chi sia. Non vuole rivelare la sua identità, però aiuta anche altre due famiglie, una delle quali raccoglie fondi da anni e anni in un modo ambiguo che avevo già segnalato anni fa. I desideri della bambina (Gardaland, un giro su un pony etc) sono stati già in parte esauditi, altri verranno esauditi. In entrambi i casi “i desideri” sono stati praticamente tutti regalati. Allertati da una mia innocua storia su Instagram in cui neppure li citavo i genitori hanno chiuso in fretta e furia la raccolta dicendo che i desideri erano esauditi e che se fossero avanzati dei soldi li avrebbero donati ad altra famiglie seguite dal misterioso Babbo Natale dei bambini. Quindi chi ha donato per i desideri della loro bambina ora, nel caso, vede i propri soldi andare ad altre storie e famiglie di cui non sa nulla (e su cui ripeto, ho molte perplessità da anni). Un grande caos. Tanto più che le raccolte su Gofundme di questa famiglia rivelano una cosa evidente: chiedevano soldi da mesi e mesi a cadenza quasi giornaliera, nulla a che fare con i desideri della piccola. Perché continuare con questa pratica indecente che è la promozione di raccolte senza nessuna verifica? I giornali dovrebbero fornire strumenti di comprensione ai lettori, non toglierglieli. E invece continuate con questa cialtroneria, supportati da Salvini e da altri imperatori del populismo disinformato. Con tre risultati pericolosi: togliete risorse al terzo settore dirottando denaro a caso e confondendo i lettori. Mettete sotto la lente di ingrandimento gente che potrebbe evitare guai e imbarazzi se fosse ignorata o aiutata in forme diverse. Chi poi prova a ristabilire la verità è uno stronzo".

Il padre di Sara replica: "In tre anni spesi circa 36mila euro. E la casa il Comune mica ce la regala"

Ci siamo messi nuovamente in contatto con Mattia Cantagalli, padre di Sara, per cercare di chiarire gli aspetti sollevati da Lucarelli.

Mattia, partiamo dalle cure: Lucarelli fa notare come siano a carico del sistema sanitario, è così?
Naturalmente per molte cure è così, come la chemioterapia, la radioterapia, le scintigrafie, le pet. È una cosa che non abbiamo mai nascosto, lo sanno tutti e non abbiamo mai detto il contrario. Ma ci sono anche cure che deve fare a casa e che il sistema sanitario non passa, dal semplice cortisone ad alcuni tipi di antidolorifici. Ma l'esempio più significativo, forse, è quello dei cerotti per il Picc, il sondino esterno che Sara ha avuto fino a pochi giorni fa, quando abbiamo smesso le cure. Sono cerotti Tegaderm, una scatola da 25 pezzi costa circa 400 euro quanto la troviamo scontata, altrimenti quasi 500. Dal 2021, Sara ha sempre dovuto utilizzarli. Un cerotto, quando andava bene, durava 2 o 3 giorni, ma se si spostava andava cambiato anche quotidianamente. In tre anni, solo per questi cerotti abbiamo speso circa 10mila euro. In ogni caso, i soldi donati a noi servivano, oltre che per queste cure, anche per il sostentamento della famiglia.

Uno degli ordini di cerotti effettuato dai genitori di Sara
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Ecco, proprio su questo punto Lucarelli sottolinea come voi genitori potevate usufruire di "agevolazioni, congedi straordinari, assegni di accompagnamento" e altri sussidi. Spiegami la vostra situazione.
Purtroppo non è così. Io e mia moglie Maria, come abbiamo sempre scritto, lavoravamo come fattorini. Entrambi avevamo un contratto a chiamata, per cui quando non c'erano ordini e consegne non venivamo chiamati a lavoro, ma non solo: quando abbiamo smesso di lavorare per poter stare vicini a Sara e accompagnarla nelle tante visite e terapie varie, non avevamo diritto praticamente a nulla. Non essendo un lavoro stabile ma intermittente, non avevamo congedi (il lavoratore intermittente in realtà ha diritto al congedo parentale, tuttavia vengono indennizzate solo le giornate di previsto svolgimento dell'attività lavorativa, nella misura del 30% della retribuzione cui il lavoratore avrebbe avuto normalmente diritto, ndr). L'assegno di accompagnamento Sara non lo ha mai preso, mentre riceve una pensione di invalidità di circa 520 euro. Questa cosa ci costringeva a fare delle scelte: se pagavamo i cerotti, ad esempio, non potevamo pagare l'affitto. E noi abbiamo sempre scelto di mettere le cure di Sara davanti a tutto.

Rimaniamo sull'affitto: Lucarelli scrive che avete ricevuto una casa dal Comune di Faenza...
Certo, è così (lo abbiamo scritto anche su RavennaToday nel 2021, ndr). Non potevamo più permetterci di pagare l'affitto nella casa in cui eravamo prima. Per fortuna si sono mobilitati Acer (l'azienda che gestisce le case popolari in provincia, ndr), il sindaco di Faenza Massimo Isola, il presidente della provincia Michele de Pascale, l'ex segretaria provinciale della Lega Samantah Gardin e il deputato Alberto Pagani. Siamo riusciti a ottenere una casa popolare, ma forse a Lucarelli sfugge il fatto che l'affitto si paghi comunque: noi, nello specifico, paghiamo 400 euro al mese. Oltre a questo, abbiamo passato un periodo in cui non avevamo l'auto e non potevamo permetterci di comprarne una. Per portare Sara nei vari ospedali ce la prestavano amici e parenti, quando possibile. Poi siamo riusciti a trovarne una, vecchissima, i cui proprietari, venendo a conoscenza della situazione di Sara, hanno deciso di vendercela a poco prezzo, ma abbiamo comunque dovuto pagarla a rate. Aveva il sistema di riscaldamento rotto, per cui d'inverno per portare Sara alle terapie prima di partire la scaldavamo con il phon. In ogni caso io e mia moglie Maria abbiamo fatto una botta di conti, per quanto approssimativi, di quanto abbiamo speso negli ultimi tre anni tra affitti, autostrada per andare in ospedale, benzina, bollette, cibo e altro: parliamo di una cifra che si aggira attorno ai 26mila euro, ai quali aggiungere i 10mila di cerotti. Il tutto senza poter lavorare.

E come riuscivate a far fronte a queste spese allora?
Tramite qualche aiuto di amici e parenti, ma parliamo di poco, e grazie alla raccolta fondi di Cuore&Territorio, che ci ha destinato 130mila euro raccolti tramite donazioni. Una cosa che forse va ribadita è anche questa: la raccolta fondi per esaudire i desideri di Sara, in realtà, l'ho aperta ad agosto 2023 (come è possibile vedere su Gofundme), quando ancora pensavamo che Sara avrebbe potuto farcela - e questo è un punto importante -, proprio per poter continuare ad affrontare le spese. Pensavamo - o meglio, speravamo - che saremmo andati avanti così per chissà ancora quanti anni. Purtroppo, però, le cose sono andate diversamente, motivo per cui abbiamo deciso di modificare la raccolta fondi decidendo di destinare i soldi raccolti alla lista di desideri di Sara. Ma continueranno anche a essere utilizzati per il sostentamento della famiglia - affitti, cibo, bollette etc - per tutto il periodo che Dio vorrà darci con la nostra bambina, perché va bene i desideri, ma bisogna anche mangiare. I medici non sanno dire quanto tempo le rimanga perché dipende da quanto velocemente lavorerà il suo "male": potrebbe essere un mese come tre anni. Lucarelli punta il dito sul fatto che abbiamo scritto che Sara morirà: sì, lo abbiamo scritto, è la verità. E sa una cosa? Il funerale non ce lo regalerà nessuno. Per cui sì, i soldi raccolti serviranno anche per il funerale di Sara. E' brutto da dire, ma è così. Anche la seconda raccolta Gofundme, aperta da mia moglie, è stata chiusa dopo aver raccolto 13mila euro che, sommati ai 99mila di quella principale aperta da me, porta il totale a circa 112mila. Lucarelli parla anche di Satispay, ma in realtà si tratta del mio profilo personale sul quale sono arrivati circa 500 euro da alcuni amici.

Lucarelli sottolinea anche come i soldi raccolti, se Sara dovesse morire prima che queste donazioni siano esaurite, andranno ad altre famiglie "di cui non si sa nulla".
E' una cosa che abbiamo sempre chiarito fin da subito: quei soldi, quando Sara morirà, non resteranno a noi, ma andranno a famiglie bisognose che hanno bambini malati come Sara. Una parte, inoltre, andrà ad Ageop, l'Associazione Genitori Ematologia-Oncologia Pediatrica di cui Sara è stata anche testimonial. Se a una persona non sta bene questa cosa, non c'è problema: nessuno la obbliga a donare. Ma Lucarelli non può accusarci di non essere stati trasparenti. Anzi, le rimandiamo indietro l'accusa lanciandole un appello: se ha un ente, che sia fidato, al quale poter donare gli eventuali soldi rimasti, noi siamo disposti a fidarci di lei e a donarli anche a quello.

E per quanto riguarda questo misterioso volontario, il 'Babbo Natale dei bambini'?
Lo abbiamo conosciuto nel periodo dell'alluvione: alcune famiglie di Faenza gli hanno segnalato la pagina Facebook 'La piccola Sara' e lui ci ha contattati raccontandoci quello che fa, ossia il volontario da ben 22 anni negli ospedali in cui ci sono bambini malati come Sara. Lui è della provincia di Rovigo, ma si sposta per raggiungere i bambini portando loro regali, uova di Pasqua, si traveste appunto da Babbo Natale. Ci ha spiegato che avrebbe potuto farlo anche con Sara, cosa che ha fatto. Poi, quando ha saputo che avevamo dovuto interrompere le cure, ha avuto l'idea di aprire una raccolta fondi per realizzare i suoi desideri. E così abbiamo fatto. Se Lucarelli ha altri dubbi, la invito a contattarmi personalmente per chiarire tutto. Anzi, la invito a venire a trovarci di persona, così potrà conoscere Sara e capire che siamo persone oneste.

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