Sempre più donne vittime di violenza nel ravennate: apre una nuova casa-rifugio

Dall’inizio del 2018 ad oggi Sos Donna ha offerto percorsi di accoglienza a 195 donne attivando, qualora necessario, alcuni dei servizi offerti dall’associazione

L’Associazione Sos Donna di Faenza, centro contro la violenza alle donne, aprirà presto una nuova casa-rifugio che va ad aggiungersi ad altre due strutture già esistenti dell'Unione della Romagna Faentina. Il nome del progetto dice tutto: "Ricomincio da qui". La necessità di dotarsi di una nuova struttura con lo scopo di accogliere donne in pericolo è data dall'elevato numero di richieste che pervengono non solo dal territorio di riferimento, ma anche dalle zone limitrofe e dall'intero territorio italiano. Per la ricerca di un alloggio idoneo sono state messe in campo tutte le sinergie e collaborazioni esistenti tra il pubblico e il privato sociale, elementi indispensabili per approcciare i temi connessi con l'uscita dalla violenza.

"Il Comune di Faenza prima e l'Unione della Romagna Faentina poi, nel corso degli ultimi diciotto anni, hanno costruito una solida rete di sostegno, accoglienza, assistenza e prevenzione in costante e quotidiana attività di collaborazione con i soggetti sociali del non profit, con i servizi sociali e sanitari pubblici e con le Forze dell'Ordine - spiega Antonella Oriani, presidente dell'associazione faentina - Ed è in questo contesto e in un'ottica sinergica che, grazie a un finanziamento della Regione Emilia-Romagna, si è riusciti ad attivare un servizio fondamentale in più per le donne e i loro figli minori. I numeri in Italia parlano di quasi 7 milioni di donne che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso. Nel 2016 la nostra regione ha contatto 3.431 donne che hanno cercato aiuto in uno dei 13 centri che compongono il Coordinamento dei Centri antiviolenza. Un dato in leggero aumento rispetto al precedente anno e il numero di richieste di aiuto accolte dal Centro Antiviolenza è purtroppo crescente".

Gli obiettivi

Connsiderato che le case-rifugio offrono un'ospitalità garantita da otto mesi fino a un massimo di un anno e che le richieste sono in aumento, è dunque emersa l'opportunità di ampliare l'offerta dei servizi esistenti sul territorio, con l'apertura di una nuova casa-rifugio che avrà gli stessi obiettivi delle altre case di accoglienza ad indirizzo segreto, ovvero: fornire ospitalità e protezione alle donne vittime di violenza, sostenere le donne nelle loro scelte attivando insieme a loro i canali necessari per realizzare il loro progetto di uscita dalla violenza, offrire alle donne che vivono situazioni di violenza percorsi di sostegno alla genitorialità, implementare la rete con gli altri servizi e istituzioni preposti alla tutela dei minori, offrendo ai bambini, ospiti nella casa rifugio, osservazione, sostegno psicologico e didattico educativo.

Raffaella Meregalli, Responsabile di "Ricomincio da qui" racconta il progetto che darà ospitalità temporanea a donne a rischio per la loro incolumità e per quella dei propri figli: "La nuova casa rifugio ospiterà donne con o senza minori che hanno necessità di allontanarsi da una situazione di pericolo. L'indirizzo della struttura naturalmente resta segreto e il percorso che diamo include un sostegno professionale di tipo psicosociale, orientato a definire un progetto che mira alla promozione di un nuovo percorso di vita, di autonomia e di inclusione sociale". Si tratta della terza casa-rifugio nel territorio dell'Unione della Romagna Faentina e fa rete con le altre gestite dall'Associazione Sos Donna, che costituiscono insieme una sorta di network, per ottimizzare risorse e procedure già sperimentate: "Alle donne che subiscono violenza è fondamentale comunicare un sistema integrato di professionalità, di strumenti e di servizi di cui potersi fidare. - continua Meregalli - Questa nuova struttura è dotata di 6 posti letto per accogliere fino a 2 nuclei familiari. La permanenza comprende vitto e alloggio e l'attivazione di tutti i servizi necessari alla donna e ai suoi bambini per sostenerle nel loro percorso di uscita dalla violenza".

Come accedere alle case-rifugio

Esistono dei requisiti per l'accesso alle case rifugio: la donna deve aver fatto la denuncia dei maltrattamenti subiti alle forze dell’ordine; deve esserci la volontà esplicita della donna di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza e la richiesta di ospitalità deve essere fatta direttamente dalla donna; le donne ospiti devono accettare di convivere con altre donne e bambini anche di culture diverse. I figli maschi vengono accettati nella casa rifugio fino all’età di 14 anni e non viene mai concesso di fissare la propria residenza anagrafica o domicilio presso la casa rifugio, il cui indirizzo deve sempre rimanere segreto.

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Un po' di numeri

Dall’inizio del 2018 ad oggi Sos Donna ha offerto percorsi di accoglienza a 195 donne attivando, qualora necessario, alcuni dei servizi offerti dall’associazione quali lo sportello legale, lo sportello di orientamento e accompagnamento al lavoro, percorsi di sostegno psicologico e di sostegno alla genitorialità, oltre che servizi esterni in collaborazione con altri enti del territorio. Inoltre ha ospitato nelle sue case rifugio 4 nuclei monogenitoriali per periodi variabili, in accordo al percorso personale di ciascuna donna. Un altro supporto a disposizione delle donne che si rivolgono al Centro antiviolenza è lo Sportello di orientamento e accompagnamento al lavoro. Da gennaio a dicembre 2017 si sono rivolte allo dell’Associazione Sos Donna 41 donne: 31 hanno usufruito del servizio dell'associazione per la prima volta e 13 di queste si sono presentate allo sportello di Riolo Terme. 10 hanno un percorso già avviato presso lo sportello lavoro. Attualmente, delle 41 donne seguite: 17 hanno trovato un lavoro. Sul 2018, da gennaio a settembre sono state 32 le donne che si sono presentate da Sos Donna.

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