Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Dalla Cina senza etichette: forni a microonde finiscono sotto sequestro

L'importante operazione di servizio, frutto della proficua collaborazione consolidatasi tra l'Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza di Ravenna, si colloca nell'ambito delle quotidiane attività ispettive che le due istituzioni svolgono in ambito portuale

A pochi giorni dall’ultimo sequestro effettuato al porto, i funzionari della locale Agenzia delle Dogane ed i Finanzieri del Gruppo di Ravenna, nel corso di un’operazione congiunta a tutela del “Made in Italy”, hanno sequestrato un ulteriore container carico di elettrodomestici prodotti in Cina e senza le indicazioni di origine giunto allo scalo ravennate. L’operazione trae origine dalla forte sinergia consolidatasi tra il personale delle Dogane e le Fiamme Gialle di Ravenna, a presidio della legalità dei traffici commerciali che interessano il porto bizantino.

La stretta collaborazione tra i due enti ha infatti consentito di individuare l’ennesimo container proveniente dalla Cina contenente forni a microonde destinati ad un’azienda nazionale, del valore complessivo di oltre cinquantamila euro. Sugli imballaggi degli elettrodomestici importati non vi era apposta alcuna etichetta recante la reale provenienza degli stessi, circostanza in grado di indurre nei futuri acquirenti finali la convinzione che si trattasse di prodotti di origine italiana e non di fabbricazione cinese. Per tali ragioni la merce è stata sottoposta a sequestro ed all’importatore è stata contestata una sanzione amministrativa che va da un minimo di 10mila ad un massimo di 250mila euro.

L’azienda italiana potrà rientrare in possesso dei prodotti sequestrati solo dopo aver pagato la sanzione ed ottemperato, a sue spese, all’obbligo di apporre su ciascun dispositivo, in modo chiaro ed evidente, la dicitura recante la corretta indicazione d’origine. In caso contrario i beni saranno definitivamente confiscati. L’importante operazione di servizio, frutto della proficua collaborazione consolidatasi tra l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza di Ravenna, si colloca nell’ambito delle quotidiane attività ispettive che le due istituzioni svolgono in ambito portuale a presidio del libero mercato europeo ed a tutela degli operatori commerciali rispettosi della legalità, al fine di contrastare ogni forma di traffico illecito di merce presso lo scalo ravennate.

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