Cronaca

Maxi sequestro di pesci tropicali: erano destinati anche nel ravennate

L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Mirko Piloni della Procura di Civitavecchia, è partita dal controllo di alcune spedizioni in arrivo dall'Indonesia e da Singapore

Del caso se ne è occupato anche "Striscia la Notizia" attraverso un servizio dell'inviato Edoardo Stoppa andato in onda giovedì. La Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma e il personale del servizio Cites del Corpo Forestale hanno smascherato un commercio illegale di esemplari di pesci tropicali, destinati in particolare negozi di acquariologia in provincia di Ravenna, Latina, Roma, Frosinone, Pescara, L’Aquila, Campobasso, Napoli, Salerno, Potenza, Siracusa e Catania.

Le Fiamme Gialle hanno sequestrato quasi due tonnellate di coralli vivi duri del tipo Catalaphyllia, Euphyillia, Fungia, Scolymia, Welisophyllia ed oltre 25mila esemplari di pesci tropicali delle specie Acanthurus Leucosternon, Pomacantuhs Imperator, Heniochus Acuminatus, Lion Fish, Lysmatadebelius, per un valore commerciale totale di circa 250 mila euro. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Mirko Piloni della Procura di Civitavecchia, è partita dal controllo di alcune spedizioni in arrivo dall’Indonesia e da Singapore apparentemente regolari, in quanto corredate dalla documentazione doganale e dalle certificazioni Cites necessarie per l’importazione nel territorio di San Marino.

>>IL SEQUESTRO DEI PESCI: IL VIDEO DELL'OPERAZIONE<<

LE INDAGINI - I pesci e i coralli, però, grazie alla compiacenza di un grossista di Monterotondo (Roma), non sarebbero mai arrivati all’azienda di San Marino destinataria della spedizione, ma dirottati su tutto il territorio nazionale, in violazione delle procedure previste dalla normativa di settore italiana ed internazionale, tra cui la Convenzione di Washington che tutela le specie di flora e di fauna in via di estinzione, alle quali appartengono la maggior parte di quelle sequestrate. Per questi motivi, i 6 presunti responsabili, compreso il titolare della società di vendita all’ingrosso di Monterotondo, sono stati denunciati, a vario titolo, per i reati di maltrattamento di animali, violazioni alle leggi e regolamenti inerenti l’importazione e commercializzazione di specie animali protette dalla Convezione di Washington, nonché contrabbando aggravato.

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