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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Servizi dell’infanzia comunali, la Cgil avvia una raccolta firme: "Quante scuole resteranno a gestione diretta pubblica?"

La decisione del Comune di esternalizzare il servizio della scuola dell’infanzia Mani Fiorite non piace al sindacato che ora chiede un confronto sul tema della gestione diretta di nidi e scuole

Dopo la critica della Uil sulla scelta del Comune di Ravenna di esternalizzare il servizio della scuola dell’infanzia "Mani Fiorite", in via Caorle, si fa sentire anche la Fp Cgil di Ravenna che ha avviato una raccolta firme rivolta a tutte le operatrici sul tema dei servizi dell’infanzia del Comune. Secondo la Cgil, infatti, le recenti proposte dell’amministrazione, relative all'esternalizzazione della scuola dell’infanzia e alla contestuale trasformazione in polo 0-6, "pongono una questione importante per il futuro di questi servizi. Gli elementi che l’amministrazione comunale sta valutando sono la sostenibilità economica e la dimensione della gestione diretta. Si tratta di aspetti importanti per la programmazione futura, ma per la Fp Cgil non possono e non devono essere motivo sufficiente per esternalizzazioni dei servizi, che abbiano come unica finalità quella di produrre un risparmio per il Comune".

“Nel momento stesso – commenta la Fp Cgil Ravenna - in cui il Comune, in un incontro con sindacati e lavoratori a inizio febbraio, ha comunicato la decisione di esternalizzare la gestione della scuola Mani Fiorite, abbiamo espresso una netta contrarietà, nonché la preoccupazione sulla prospettiva di gestione dei servizi all’infanzia, esplicitando la necessità di coinvolgere tutte le operatrici del settore. Non si tratta solo di difendere la gestione diretta al “Mani fiorite”, né tanto meno discutere se dare o meno una risposta alle attuali richieste di maggiori sezioni di nido. Per noi si tratta di condividere una visione di prospettiva, non focalizzata all’immediatezza del momento contingente, ma che tenga conto di un sistema che, nella sua complessità, finora ha garantito un equilibrio tra le varie realtà a gestione pubblica, privata e del terzo settore". 

"Ciò che non è accettabile - continua la Fp Cgil - è che, senza un'analisi condivisa della domanda di servizi e una visione pluriennale, ma per pure ragioni contingenti di bilancio, il Comune abbia deciso di utilizzare strumentalmente la domanda aggiuntiva di posti nido per giustificare l'esternalizzazione del servizio, producendo così una riduzione di costi che sarà pagata unicamente dalle lavoratrici. Non esistono infatti ostacoli organizzativi che impediscano la gestione della nuova sezione di nido e delle due sezione di scuola dell'infanzia con personale dipendente. Siamo consapevoli – continua la Fp Cgil Ravenna - che la gara d’appalto dovrà comunque essere effettuata e dovrà garantire elementi contrattuali a prescindere dalla discussione sul polo scolastico Mani Fiorite. La nostra categoria da subito ha sostenuto la proposta di giungere a un accordo confederale, coinvolgendo personalmente donne e uomini del settore pubblico e della cooperazione. Se è solo una questione economica, di mero risparmio e non di visione complessiva dei servizi educativi 0/6 di questa città, allora chiediamo di mettere in questa discussione anche i fondi destinati alle scuole private paritarie, alle quali l’amministrazione elargisce cospicui finanziamenti pubblici”.

"Dal 2015 al 2021 le sezioni di Scuole dell’Infanzia gestite direttamente sono diminuite, così come in precedenza le sezioni dei nidi, anche per effetto degli andamenti demografici - spiega il sindacato - Ulteriori assestamenti devono essere il frutto di una condivisione complessiva del progetto che il Comune intende attuare sui servizi 0-6, con un confronto che sia preventivo e finalizzato a garantire oltre alla qualità del servizio per i bambini e le bambine, i diritti e le condizioni delle lavoratrici tutte: pubbliche, del terzo settore e private. Bisogna considerare i costi complessivi di tutte le forme di gestione e di convenzione e tenere conto del possibile ruolo della scuola statale, programmando il fabbisogno di servizi dei prossimi anni. Solo così sarà possibile costruire un sistema equilibrato, nel quale venga salvaguardato il livello di gestione diretta e pubblica dei servizi, senza predefinire esternalizzazioni senza ritorno che assumono quindi la veste di scelte ideologiche. Solo così sarà possibile costruire capitolati d'appalto (per la gestione esternalizzata) che siano garanzia di omogeneità di progetto educativo rispetto alla gestione diretta, con corretti inquadramenti professionali e modelli organizzativi coerenti, che prevedano analoga compresenza, rapporto frontale con i bambini, il pasto come momento educativo ecc".

Attraverso la raccolta firme, la Fp Cgil chiede: "un accordo che stabilisca quante scuole e quanti nidi sono e resteranno a gestione diretta pubblica; l’individuazione di tempi e modi per i percorsi di statizzazione delle scuole dell’infanzia; un percorso in cui si progettino e si costruiscano le tutele per tutte le lavoratrici coinvolte; il pieno e totale coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nelle scelte del Comune sull’organizzazione dei servizi". Il sindacato chiede inoltre che "il Comune garantisca di mantenere l’attuale livello di gestione diretta e che si impegni ad aumentare le sezioni di nido e/o materna gestite direttamente proporzionalmente, alle nuove aperture di sezioni e/o plessi".

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