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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Si celebra la Liberazione, il sindaco: "Difendere la storia è un dovere contro chi cerca di infangarla"

Il discorso del sindaco Michele De Pascale in piazza del Popolo mercoledì mattina ha dato il via alle celebrazioni del 25 aprile per il 73esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo

"Ci troviamo qui per ricordare il sacrificio di uomini e donne che hanno messo a rischio la loro vita per dare alle generazioni future democrazia, libertà e giustizia e restituire al nostro Paese la dignità che aveva perduto, per poterci dare opportunità che oggi sono sulle spalle delle nuove generazioni". Il discorso del sindaco Michele De Pascale in piazza del Popolo mercoledì mattina ha dato il via alle celebrazioni del 25 aprile per il 73esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

25 aprile in piazza del Popolo (foto Massimo Argnani)

"La Resistenza rappresenta il momento centrale della storia del nostro Paese, sulla quale si è ricostruita la nostra comunità nazionale - commenta il primo cittadino - La capacità di un Paese di riunirsi davanti al ricordo dei propri morti e alla celebrazione dei valori della propria comunità è un risultato che, a distanza di tanti decenni, non riusciamo ancora a cogliere fino in fondo. Anche nei nostri territori, infatti, vediamo il tentativo a volte subdolo di riscrivere la storia e di infangare la memoria degli eroi del nostro paese. Difendere la storia e i suoi valori è un dovere. Penso a mio figlio e ai nostri bambini che non avranno un racconto diretto come noi della memoria, che rischia di perdersi. Guardare negli occhi chi ha vissuto quegli anni, per una generazione che rischia di dare per scontate la libertà e la democrazia, è un pericolo grande. Quindi è fondamentale tenere viva l'attenzione e ogni giorno difendere i valori che sono alla base della Costituzione. Resistere non significa sopportare, ma la capacità di opporsi a qualcosa che vuole colpire la nostra libertà e la nostra identità".

Il sindaco, durante il suo discorso, ha ricordato Giovanni Frignani, colonnello dell'arma dei Carabinieri ravennate che arrestò Benito Mussolini, martire delle Fosse Ardeatine, ma anche Bulow e Zaccagnini. "Oggi ciascuno di noi ha centinaia di occasioni per essere all'altezza di quei valori: Dante ha destinato all'Inferno chi non si batte per ciò che ritiene giusto, chi non si impegna per migliorare la propria comunità e chi non denuncia un'ingiustizia - conclude De Pascale - Forse la nostra stagione non è tragica come quella vissuta dai partigiani, ma a ciascuno è dato il suo tempo: e ciascuno, nel suo tempo, è chiamato a portare avanti quei valori di sovranità popolare, di libertà, di uguaglianza e di lavoro come diritto e come dovere. Gridiamolo insieme: viva l'italia, viva la libertà, viva la giustizia e viva la democrazia". La cerimonia è proseguita con lo spettacolo teatrale portato in scena in piazza del Popolo "L'è e su tèmp!".

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