Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Non solo il Sommo Poeta, Simonini: "Nel 2021 si deve celebrare anche Dante Arfelli"

Quest'anno infatti cade anche il centenario della nascita dell'importante scrittore romagnolo, scomparso a Ravenna nel 1995

Il 2021 si presenta come l'anno dei Dante. Oltre al Sommo Poeta di cui quest'anno si celebra il settecentesimo anniversario della morte, quest'anno rappresenta anche il centenario della nascita di Dante Arfelli, scrittore importante non solo per la Romagna ma per la letteratura universale. 

Nato nel marzo 1921 a Bertinoro (città che custodisce il suo archivio), vissuto da giovane a Cesenatico (città che custodisce la sua tomba) e morto nel dicembre 1995 a Ravenna (città che lo ha ospitato nella vecchiaia), Dante Arfelli rappresentò un vero e proprio caso letterario con il suo romanzo d'esordio “I superflui” (prima edizione Rizzoli 1949), la cui edizione americana giunse a vendere oltre un milione di copie nel corso di un decennio fino all’ultima ristampa economica con nuovo titolo: “The girl of the roman night”. A quel primo

Lo straordinario successo all’estero, che proseguì con il secondo romanzo “La quinta generazione”, procurò ad Arfelli "la sorda invidia delle cupolette letterarie neorealiste dell’Italia del suo tempo, le quali, in verità, non gli perdonarono di essere un autore ideologicamente controcorrente e gli costruirono attorno in patria un mai dichiarato ma impenetrabile cordone sanitario - spiega l'editore ravennate Ivan Simonini- . Ciò indusse Arfelli a smettere di pubblicare per evitare di scendere a compromessi con se stesso scrittore e salvaguardare la propria identità autoriale anche al prezzo della più assoluta solitudine.

Soltanto l’insistenza di Mario Lapucci convinse Dante Arfelli dopo 25 anni di autoreclusione ad affidare i suoi racconti alle Edizioni del Girasole che gli pubblicano nel 1975 “Quando c’era la pineta” e poi gli atti delle Giornate di Studio “Per Dante Arfelli” tenutesi a Cesenatico nel 1988. Nel 1993 è la volta di “Ahimè, povero me!”, pagine di diario affidate a Marsilio e nel 1996 de “I cento volti della fortuna”, cronache dalla Casa di Cura San Francesco ancora affidate alle Edizioni del Girasole e uscite postume nel 1996. Postuma uscirà anche una prima selezione dei testi inediti custoditi nell’Archivio Arfelli (nel frattempo ceduto dagli eredi al Comune di Bertinoro): si tratta de “La luce che non illumina”, edito nel 2008 dal Girasole e contenente tra l’altro, oltre a un testo teatrale precedente a “I superflui”, la parte più significativa del carteggio intrattenuto da Arfelli con Alba de Cèspedes, Corrado Alvaro, Marino Moretti, Mario Pomilio, Carlo Sgorlon, Alberto Bevilacqua, Michele Prisco, Massimo Franciosa, Andrea Zanzotto e altri mostri sacri della sua epoca.

Ora la casa editrice romana Rfb (reader for blind) ripubblica il capolavoro di Dante Arfelli “I superflui” a oltre settant’anni di distanza dalla prima edizione e ripromettendosi di rilanciare anche altri testi dell’illustre scrittore romagnolo. "Penso che un tale avvenimento sia un’occasione d’oro per i tre Comuni “arfelliani” (Bertinoro, Cesenatico, Ravenna) al fine di organizzare, con il coordinamento della Regione Emilia-Romagna, almeno una giornata pubblica di Celebrazione del primo Centenario della nascita di Arfelli - afferma Simonini -, per ricordare degnamente questo singolare scrittore, unico nel panorama culturale del secondo dopoguerra e il cui messaggio è ancora attualissimo. Anzi, è sempre più attuale oggi, quando la terribile avventura pandemica ci rende tutti un po’…“superflui”.

"Su cosa prevedere per questa giornata celebrativa pubblica c’è solo, credo, l’imbarazzo della scelta - conclude Simonini-. Basterebbero tre eventi, dislocati nei tre Comuni, nello stesso giorno ma in orari diversi (mattina, pomeriggio, sera). Ad esempio: la pubblicazione di un catalogo ragionato dei materiali dell’Archivio Arfelli, un breve ma intenso convegno nazionale sul ruolo di Arfelli nella cultura italiana nel secondo novecento, una teatralizzazione di testi arfelliani. Ma si potrebbe fare molto di più: il personaggio lo merita".

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