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Polemica sulla sanità, l'Ausl: "830 assunzioni in 4 anni". La Uil: "Orgogliosi di andare avanti da soli"

"Imponente politica occupazionale in virtù della quale i dipendenti dell’Azienda a fine 2018 sono 830 in più rispetto al 2014, in gran maggioranza personale infermieristico e tecnico e di dirigenza medica"

“La  sanità italiana sta vivendo, in questo momento storico, diverse importanti problematiche. Tra le principali si possono annoverare il sottofinanziamento, dal livello centrale, della spesa sociosanitaria, affiancato all’invecchiamento della popolazione (con aumento di cronicità e non autosufficienza) e alla difficoltà di trovare, sul mercato del lavoro, figure mediche e sanitarie, specialmente in determinate discipline. Problematiche di fronte alle quali si può “alzare le mani” o provare ad affrontarle; per farlo servono però misure sistematiche, per le quali è indispensabile il coinvolgimento e l’impegno corale di tutte le componenti coinvolte”: è la risposta che viene dall’Ausl Romagna sulle ultime polemiche sindacali relative alle politiche del personale dell’Azienda sanitaria.

L’Ausl spiega di aver imboccato la seconda strada: “Questo è quanto la Direzione Aziendale ha provato a fare in questi anni, attraverso un confronto dialettico, ma sempre serio e costruttivo, con le rappresentanze sindacali ed istituzionali. Approccio che ha portato a risultati indiscutibili, anche e soprattutto nell’ambito dell’omogeneizzazione e miglioramento delle condizioni di lavoro di professionisti ed operatori in tutta la Romagna, prima invece soggette a fortissime differenze che penalizzavano alcuni territori. Una vera e propria inversione di tendenza che sta dando, e darà soprattutto in futuro, identità al “soggetto Ausl Romagna”. Tanti gli esempi che si potrebbero fare in questo senso”.

“I seguenti mirano anche a dare alcune risposte alle questioni recentemente sollevate da più parti, soprattutto nel Ravennate. Il forte intendimento, messo in atto da questa Direzione Aziendale, di potenziare il personale impegnato nell’assistenza ai pazienti non si è limitato alle parole ma è concretamente  testimoniato, nei fatti, dall’imponente politica occupazionale in virtù della quale i dipendenti dell’Azienda a fine 2018 sono 830 in più rispetto al 2014, in gran maggioranza personale infermieristico e tecnico e di dirigenza medica. Ciò per garantire, in ogni  territorio, oltre alla normale copertura del turn over,  l'attivazione di nuovi servizi e la garanzia del potenziamento estivo (quest’anno con  280 operatori in più e attraverso l’utilizzo di prestazioni orarie aggiuntive remunerate, secondo le necessità transitorie rilevate per i periodi estivi). Tale politica di assunzioni si è accompagnata, negli ultimi due anni, ad un importante processo di stabilizzazione del personale che ha riguardato oltre 1000 dipendenti cui si è affiancato – come già chiarito giorni fa - l’espletamento, con uno sforzo organizzativo molto rilevante, di impegnative procedure selettive che hanno portato alla approvazione di due graduatorie: una con 3.282 infermieri e una con 1.629 oss, che si stanno scorrendo, assicurando però ogni possibile attenzione alle collocazioni per garantire continuità di lavoro nel proprio ruolo al personale già impiegato in azienda con contratto a tempo determinato e utilmente collocato in graduatoria. In questa situazione generale sono intercorse, certo, situazioni straordinarie a seguito delle quali, nel rispetto di quanto previsto nel vigente Contratto  di Lavoro, si è reso necessario riprogrammare congedi o riposi, col coinvolgimento degli operatori, ma sempre in chiave di eccezione rispetto alla regolare fruizione che rappresenta la consuetudine”.

“Su temi rilevanti quali ad esempio, part time, mensa, tirocini, valorizzazione del merito, il confronto è continuo e nei prossimi mesi si potrà tagliare insieme importanti traguardi. Come quello, già conseguito, del nuovo Regolamento aziendale che ha esteso il diritto allo studio anche al personale con contratto a tempo determinato come previsto dall’ultimo Contratto. E ad ulteriore riprova dell’interesse della Direzione Aziendale per valorizzazione e sviluppo  professionale, si sono concluse in questi giorni le diverse procedure  di selezione per 251 incarichi di funzione per l’area sanitaria, cogliendo in tempi rapidissimi quanto previsto dal nuovo Contratto. Anche gli analoghi incarichi per l’area amministrativa e tecnica saranno a brevissimo discussi al tavolo sindacale ed entro il mese di giugno verrà dato corso alle nomine per  176 incarichi dirigenziali, in aggiunta ai 15 già individuati nel mese scorso”.

La posizione della Uil 

Sul tema c’è anche la presa di posizione della Uil funzione pubblica: “C’è chi lavora mettendo al centro della propria azione sindacale, intesa come tutela, il bene del dipendente, e chi invece pensa di tutelare i lavoratori restando nel silenzio con la testa infilata sotto la sabbia. Ma cosa ancora peggiore c'è chi, piuttosto che impegnarsi nella tutela delle persone, utilizza il proprio tempo e i propri sforzi avanzando critiche sull’operato altrui. Forse o non hanno la volontà per farlo o forse non conoscono la realtà di ciò che accade nei luoghi di lavoro. Tuttavia l'unitarietà sindacale intesa come azione unitaria per la tutela delle persone da parte nostra non è mai stata messa in discussione, l'unità fa la forza, ma l'unitarietà se per qualcuno è intesa in maniera differente allora non ci appassiona e non ci appartiene”.


“In quel caso siamo orgogliosi di andare avanti anche da soli continuando ad intraprendere quella strada che un sindacato per sua natura è chiamato a intraprendere: la strada della tutela delle persone.  Siamo orgogliosi di ciò che facciamo e siamo orgogliosi dei buoni accordi che come UIL FPL abbiamo sottoscritto con l'azienda USL della Romagna in questi anni. Tuttavia bisogna guardare avanti, sempre, ponendosi nuovi e aggiuntivi traguardi da raggiungere e continuando parallelamente, senza mai dimenticarlo, ad interpretare l'autenticità del nostro ruolo. Quel ruolo che le persone ci affidano con il loro consenso”.

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