Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Sindacati contro le 'classi pollaio' a scuola: "Così è impensabile garantire il diritto alla salute"

"Per l’attuale anno scolastico, vista l’emergenza Covid, il Ministero ha stanziato risorse aggiuntive per un precariato aggiuntivo docente e Ata, ma la scuola non deve vivere di incertezza e temporaneità"

Nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali di categoria scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals della provincia di Ravenna hanno inviato una richiesta per incontrare i Dirigenti dell’Ufficio scolastico territoriale. L'incontro, svoltosi giovedì da remoto, ha avuto tra i punti all’ordine del giorno le iscrizioni alla scuola e la formazione delle classi. 

Non essendo in possesso degli organici che verranno concessi dal Ministero per l’anno scolastico 2021/22, l’ufficio scolastico territoriale non è stato in grado di dare delle risposte certe sulla formazione e sul numero delle classi che si formeranno. Fiducia ha espresso Paolo Davoli, Dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Ravenna, sulla pubblicazione della circolare sugli organici, in quanto sembra sia volontà del neo-ministro procedere in modo celere su tale versante per consentire un “tutti in cattedra” dal primo settembre. "Frase - evidenziano i sindacati - abusata da troppi anni che però non ha mai avuto riscontri positivi. I numeri relativi alle iscrizioni, pur se in continua evoluzione, ci consegnano un calo alquanto importante nel primo ciclo e un leggero aumento nella scuola secondaria di secondo grado. La scuola dell’infanzia registra un segno meno pari a 83 unità di iscritti rispetto all’attuale anno scolastico; lasceranno le attuali classi quinte di scuola primaria 3270 alunni ed entreranno in 2779 nelle prossime classi prime; anche in questo caso saldo negativo nelle iscrizioni rispetto all’anno in corso, pari a meno 122. Negativo anche il trend della scuola secondaria di primo grado che, rispetto al 2020/21, avrà un calo di iscrizioni di 96 unità, con una differenza tra gli alunni uscenti di terza e quelli entranti nelle future prime pari a meno 121. Per la scuola secondaria di secondo grado invece il saldo risulta positivo ad oggi: escono infatti dalle attuali classi quinte 2783 studenti ed entrano nelle future prime in 633".

Dati, fanno sapere dai sindacati, che potrebbero subire ancora delle variazioni in quanto continuano ad arrivare alle scuole richieste anche cartacee di iscrizione. Nota dolente quella che riguarda la formazione delle classi e il numero di alunni per classe: "Il riferimento normativo è ancora quello del 2009 - sottolineano unitariamente le organizzazioni sindacali di categoria - che obbliga i Dirigenti scolastici a formare classi su parametri numerici deleteri in contesti pre-pandemici e che acutizzano le difficoltà in questo grave contesto pandemico”. La norma prevede infatti per la scuola dell’infanzia sezioni con 26 bambini; per la scuola primaria  25, elevabili a 26 ma anche a 27 se ci fossero dei resti; secondaria di primo grado  27 alunni ma si può arrivare a 28 con i resti e infine per la scuola secondaria di secondo grado non meno di 27 allievi per classe, elevabili fino a 30. “Nel caso vi fossero alunni diversamente abili – continuano i sindacati – le classi, di norma, non dovrebbero superare le 20 unità. Un di norma che puntualmente viene disatteso”.  

I sindacati hanno chiesto con un’unica voce ai Dirigenti dell’Ufficio scolastico territoriale di Ravenna di intervenire immediatamente richiedendo al Ministero l’organico adeguato e a regime, non in via temporanea per tamponare l’emergenza Covid, ma per formare classi con un numero dignitoso di alunni che non superi le 18/20 unità per ciascun ordine di scuola. "E’ impensabile infatti riuscire a mantenere standard elevati di offerta formativa con un esagerato numero di studenti per classe e contemporaneamente garantire il primario diritto alla salute, visto il contesto pandemico che ci travolge - concludono i sindacalisti - E’ chiaro e lampante che più alunni si mettono nelle classi, meno risorse economiche servono per formare gli organici. Per l’attuale anno scolastico, vista l’emergenza Covid, il Ministero ha stanziato risorse aggiuntive per un precariato aggiuntivo docente e Ata, ma la scuola non deve vivere di incertezza e temporaneità. E’ arrivato il momento nel quale si deve ipotecare il futuro che passa anche e soprattutto dalla scuola. Auspichiamo quindi investimenti seri e mirati sull’istruzione da parte di chi ci governa, così da garantire a cascata una scuola di dignità anche nella nostra provincia".

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