Rinnovata la struttura della "Skin cancer unit": in prima linea contro i tumori più diffusi, quelli della pelle

I numeri non lasciano spazi a dubbi: uniti, i carcinomi cutanei ed il melanoma, rappresentano i tumori maligni più frequenti nella popolazione italiana

I numeri non lasciano spazi a dubbi: uniti, i carcinomi cutanei ed il melanoma, rappresentano i tumori maligni più frequenti nella popolazione italiana (si oscilla tra il 15 ed il 20% del totale). Più delle principali neoplasie messe insieme. Con un impatto notevole in termini di incidenza, prevalenza e mortalità (in caso del melanoma) nella popolazione e un rilevante impegno per le strutture del Sistema Sanitario. L’impegno della ricerca e l’evoluzione tecnologica offrono però un’altrettanto significativa evidenza: questi tumori, se diagnosticati in tempo, hanno tassi di guarigione molto alti. La Romagna si pone, in tal senso, ai vertici per la presa in carico dei pazienti e la ricerca grazie al Centro clinico-sperimentale di Onco-Dermatologia – Skin Cancer Unit (SKU) dell’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS. La struttura, diretta dal Prof. Ignazio Stanganelli e nata grazie all’impegno dell’Istituto Oncologico Romangnolo (IOR), polo di formazione e didattica dell’Università di Parma, rappresenta, infatti, una delle migliori e più avanzate realtà nel panorama italiano. La struttura, recentemente rinnovata nella sua sede di Ravenna (ambulatorio di Dermatologia dell’Ospedale Santa Maria delle Croci, cui si affianca quello di Meldola), è stata presentata dai vertici dell’AUSL Romagna, IRST IRCCS, Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) insieme al Sindaco di Ravenna, Michele De Pascale.     

Integrato nel sistema di presa in carico dei problemi di salute della pelle, in stretta collaborazione con le altre strutture di dermatologia della Romagna, nella SKU IRST IRCCS si uniscono al meglio la clinica e la valutazione strumentale diagnostica con eccellenti risultati per l’assistenza ordinaria e la ricerca applicata. Così Dino Amadori, Direttore Scientifico Emerito IRST IRCCS e Presidente IOR: “La ricerca affianchi sempre la terapia e l’assistenza. Lo IOR è nato per questo. Grazie a quel sogno, abbiamo elevato l’Oncologia in Romagna tanto da poter ambire ad avere un IRCCS. Altro grande obiettivo IOR è sempre stato garantire la formazione permanente, tutto questo restando sempre al fianco delle strutture pubbliche, per farle crescere. La SKU è esempio dei grandi risultati che possono essere ottenuti quando si lavora insieme”.

Il Sindaco di Ravenna ha aggiunto: “Oggi abbiamo ancora una volta la dimostrazione del valore e della qualità dei nostri professionisti e del fatto che insieme si possono fare cose ancora più importanti. Penso di poter parlare a nome tutti i sindaci quando auspico si possa fare, nel prossimo anno, un grande passo nell’integrazione AUSL-IRST. Fermare questo percorso risulterebbe incomprensibile per i cittadini, cui non interessano gli aspetti amministrativi quanto i livelli di assistenza e risposta”.  
   

La Skin Cancer Unit IRST IRCCS – L’esperienza del Centro clinico-sperimentale di Onco-Dermatologia – Skin Cancer Unit (SKU) dell’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS, nasce nel 1992 all’interno dell’Ospedale di Ravenna quando l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) decise di sostenere un progetto sul melanoma del Dr. Ignazio Stanganelli. In quegli anni iniziava la diagnosi strumentale e la digitalizzazione in dermatologia: uno spartiacque tra un prima, durante il quale il medico osservava la pelle a occhio nudo e basandosi esclusivamente sulle proprie competenze, e un dopo fatto di diagnosi fatte con immagini ingrandite e con l’ausilio di un computer. l passo iniziale in tale direzione fu fatto grazie al sostegno dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) e Fondazione Cassa dei Risparmi di Ravenna, con l’acquisizione di uno stereo microscopio tridimensionale che, associato a un sistema computerizzato, permetteva una metodica di diagnostica strumentale non invasiva capace di identificare precocemente tumori alla pelle, in particolare melanomi: la microscopia in epiluminescenza digitale.

I tumori della pelle

I carcinomi cutanei ed il melanoma rappresentano i tumori maligni più frequenti nella popolazione italiana (tra il 15 ed il 20% del totale). I dati epidemiologici indicano chiaramente il notevole impatto di questi tumori maligni in termini di incidenza, di prevalenza, di morbilità (carcinomi) e mortalità (melanoma) nella popolazione ed il rilevante impegno del SSN nella relativa gestione.

l melanoma maligno cutaneo è una complessa patologia multifattoriale che insorge in gran parte su cute apparentemente sana o per la modificazione di un nevo pre-esistente. Il profilo generale dei soggetti colpiti da melanoma è correlato principalmente a fototipo chiaro, elevato numero di nevi, scottature al sole durante l’infanzia e fattori genetici. Si tratta di uno dei principali tumori che insorge in giovane età; in termini di incidenza, nella popolazione italiana sotto i 50 anni costituisce il secondo tumore più frequente nei maschi e il terzo più frequente nelle femmine. In Italia sono quasi 14.000 i nuovi casi attesi all’anno con una lieve preponderanza nei maschi. Il trend di incidenza appare in significativo aumento sia nei maschi (+ 4.4% per anno), sia nelle donne (+ 3.1% per anno). Complessivamente il rischio di sviluppare un melanoma è pari a 1 caso ogni 63 persone nei maschi e 1 ogni 81 nelle donne, e in Romagna l’incidenza è maggiore rispetto alla media nazionale. Sebbene si sia registrato un miglioramento nella sopravvivenza generale grazie a programmi di diagnosi precoce – un melanoma confinato all’epidermide è guaribile e pazienti con lesioni sottili hanno una prognosi a 5 anni eccellente – la prognosi di malattia in fase avanzata è molto sfavorevole. Negli ultimi anni si registrano, comunque, progressi grazie a nuovi approcci come la target therapy e l’immunoterapia. 

L’identificazione clinica di un sospetto melanoma – L’esame visivo della pelle è il metodo di screening di base nella diagnosi precoce del melanoma. I principali indicatori clinici per l’identificazione del melanoma sono la regola dell’ABCDE (Asimmetria, Bordi irregolari, Colore disomogeneo, Dimensioni maggiore di 6 millimetri, Evoluzione rapida) e il segno del “Brutto Anatroccolo” (un nevo con caratteristiche diverse dagli altri e pertanto potenziale melanoma). Rimane la complessa identificazione del melanoma nodulare che, per la rapida crescita e le caratteristiche biologiche, è aggressivo e con prognosi infausta. 

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