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Solidarietà per il lavoratore morto a Taranto: il porto di Ravenna si ferma

L'attività portuale si è fermata alle 12 ed è stato osservato un minuto di silenzio per Natalino Albano, deceduto in seguito a un incidente sul lavoro

I lavoratori del porto di Ravenna hanno sospeso, alle 12 di venerdì, ogni attività e osservato un minuto di silenzio e, contemporaneamente, le sirene delle navi presenti nel porto di Ravenna hanno suonato, in segno di solidarietà alla famiglia di Natalino Albano, il lavoratore deceduto giovedì per un incidente sul lavoro avvenuto nel porto di Taranto.

“Il giorno dopo la giornata mondiale della sicurezza registriamo la drammatica morte di un lavoratore portuale nel porto di Taranto - commentano i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti -. Occorre mettere fine a questi tragici eventi e richiamare l'attenzione di tutti i soggetti preposti sui temi della sicurezza sul lavoro, tanto vitali per i lavoratori e le lavoratrici. A perdere la vita a seguito dell'incidente mortale sul lavoro al porto di Taranto, è stato un lavoratore di una impresa legata alle operazioni portuali. Non è più tollerabile la mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, in modo particolare nelle aree, come i porti, dove si svolgono attività produttive in cui insistono complesse sinergie fra diversi mondi del lavoro”. 

“È urgente e necessario che le istituzioni completino la normativa di riferimento per i porti, con particolare attenzione ai rischi da interferenza. È fondamentale che il sistema delle imprese investa nella cultura della sicurezza e della prevenzione se non si vuole continuare ad assistere ad una vera e propria strage di persone che vanno al lavoro e gli si vuole garantire il ritorno a casa dalle proprie famiglie alla fine del turno di lavoro. Esprimiamo profondo cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto e in segno di solidarietà di questo tragico evento proclamiamo un’ora di sciopero, da effettuare entro la giornata di venerdì 30 aprile”.

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