Solo 18 cm d'acqua in Valle della Canna: "Per evitare rischi non dovrebbe scendere sotto i 30"

Ancisi: "La preoccupazione non è dunque svanita, lasciando aperta la responsabilità di come fronteggiarla"

Valle della Canna torna a fare discutere. "Per quest’anno, l’unica e gradita opera realizzata è stata il ripristino/modifica di una paratoia di Ravenna Servizi Industriali, che ha consentito di immettere, tra il 3 e il 12 luglio, 650.000 metri cubi di acqua del Reno nella Valle della Canna. L’operazione, anziché sollevare il livello idrico dell’oasi a 30 centimetri (il livello dell’acqua in luglio, per evitare rischi, non dovrebbe essere inferiore a 30 centimetri), come previsto, si è arrestata a 18, rilevati nel weekend da Daniele Camprini alle 17 tramite l’asta posta sul lato sud-ovest della valle, complice l’evaporazione, che può comportare un centimetro circa al giorno di abbassamento - spiega il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - La rilevazione formale compiuta venerdì dal Raggruppamento Guardie Ecologiche Volontarie di Legambiente si era del resto arrestata a 16 centimetri. La preoccupazione non è dunque svanita, lasciando aperta la responsabilità di come fronteggiarla".

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"Si può prendere atto che, tra l’anno scorso e quest’anno, si è fatto o progettato per il 2021 quanto realisticamente possibile nell’emergenza. Ma è altrettanto oggettivo che l’opera riconosciuta da tutti come risolutiva, per quanto più impegnativa e costosa, non gode ancora di nessuna prospettiva. Renderebbe infatti più razionali ed efficienti tutti gli interventi sulla rete idrica di alimentazione delle oasi ravennati, non solo Valle della Canna, ma anche Punte Alberete e Bardello, lo spostamento della traversa idraulica esistente sul Lamone dagli attuali 8 chilometri dalla foce a molto più avanti, preferibilmente dopo il ponte sulla statale Romea, allontanando anche in questo modo la dannosa risalita di acqua salata. La sofferenza non data dall’anno scorso, e neppure dal 2015, quando Lista per Ravenna lanciò al sindaco (question time del 15 luglio) il primo allarme, ripetuto solitariamente nelle successive estati, “Sulla Valle Mandriole in asfissia, con rischio di strage degli uccelli acquatici". La media mensile dei livelli idrici nella Valle Mandriole o della Canna precipitò infatti a 12 cm nel 2011, scendendo via via a misure largamente inferiori negli anni successivi, dopo i 60, 55 e 48 dei tre anni precedenti. Nessun governo del territorio se n’è mai preoccupato. Vogliamo finalmente andare oltre i palliativi? Ci si dica di sì coi fatti, non con gli “eventualmente”. Il Lamone è pronto a darci il rimedio strutturale. Altro che terreno di scontro".

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