Sorpresi in Piallassa con 150 kg di vongole: pescatori di frodo denunciati

Il prodotto pescato, destinato ad essere smerciato “in nero”, è stato reimmesso in mare su parere del veterinario dell'Ausl

Nella serata di lunedì, i finanzieri della seconda compagnia della Guardia di Finanza di Ravenna, durante la quotidiana attività di perlustrazione del territorio nei pressi dell’area portuale, hanno sorpreso tre persone che, introdottesi all’interno della Piallassa Baiona, avevano già raccolto abusivamente circa 150 chili di vongole.

I pescatori di frodo, tutti italiani provenienti dal comacchiese, stavano utilizzando una piccola barca a remi per spostarsi all’interno di una zona in cui l’attività di raccolta di molluschi è assolutamente vietata e, alla vista della pattuglia, hanno tentato invano di darsi alla fuga. Una volta bloccati, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto nelle vicinanze anche le attrezzature da pesca, le mute professionali e quanto necessario per il successivo trasporto dei molluschi.

Il prodotto pescato, destinato ad essere smerciato “in nero”, è stato reimmesso in mare su parere del veterinario dell'Ausl, mentre la barca e le attrezzature sono state sottoposte a sequestro. I tre responsabili, una volta identificati, sono stati denunciati a piede libero alla locale Autorità giudiziaria per bracconaggio ittico, sanzionato con l'arresto da due mesi a due anni o l'ammenda da 2.000 a 12.000 euro.

Anche questo intervento, che segue di poche settimane un altro analogo sequestro, testimonia l’attenzione posta dalle pattuglie su strada della Guardia di Finanza anche a questo particolare fenomeno illecito, attraverso il quale vengono immessi nel circuito commerciale e della ristorazione molluschi non controllati da un punto di vista sanitario, raccolti e rivenduti illegalmente, in totale evasione di imposte.

Emergenza moria vongole, la Regione chiede l'attivazione del fondo di solidarietà nazionale

La moria delle vongole ‘Chamelea Gallina’ nel tratto di mare tra Cesenatico e Ravenna mette in seria difficoltà i pescatori romagnoli. Per far fronte all’emergenza, l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Alessio Mammi ha scritto alla ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova per chiedere l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale per la pesca e l’acquacoltura.

Il fenomeno, che ha interessato le zone dell’Adriatico dal 22 al 29 settembre scorsi, ha ripercussioni di portata eccezionale e colpisce tra il 70% e il 90% dell’intero stock di vongole  - con il rischio di ulteriori danni se dovesse persistere o ripresentarsi in tempi brevi -, facendo di fatto venire meno l’unica fonte di reddito e di sostentamento per le 18 imbarcazioni del Co.Ge.Mo. di Ravenna e, presumibilmente, anche di alcune delle imbarcazioni dello stesso Consorzio nel riminese.

Inoltre, per effetto della risalita dell’acqua marina e del cuneo salino nei canali di Porto Garibaldi (Comacchio), il fenomeno di moria si è esteso anche alle concessioni demaniali marittime per l’allevamento di ‘Tapes SPP’ - vongola filippina - gestita dal Consorzio “Tre Ponti”, con una perdita pari all’intera produzione di prodotto adulto e al 90% del novellame.

“Siamo al fianco dei nostri pescatori, il nostro impegno per uscire da questa emergenza è massimo, ma non basta, abbiamo bisogno di attingere ai fondi nazionali - spiega l’assessore Mammi - Siamo di fronte a un fenomeno di portata eccezionale e disastrosa, che ha riflessi e impatti negativi sociali ed economici sull’intero comparto, già messo alla prova dai precedenti eventi di morie ‘a macchia di leopardo’ degli ultimi tre anni e anche dalla generale difficoltà economica causate dalla persistenza della pandemia da Covid-19”.

Le cause del fenomeno

Secondo gli studi condotti dalla struttura oceanografica Daphne, la moria delle vongole è causata da anossia – carenza di ossigeno – nell’Adriatico che ha creato condizioni non idonee alla vita degli organismi, causando l’allontanamento dalle zone critiche alla ricerca di condizioni migliori e in alcuni casi anche la morte e lo spiaggiamento di pesci. Una situazione che tuttavia non deriva da apporti di sostanze inquinanti nelle acque del mare, ma è conseguenza di eventi eutrofici che si verificano periodicamente lungo la costa emiliano-romagnola, anche se questa condizione mostra un trend in miglioramento negli ultimi anni. 

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