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Cronaca Faenza / Via Giuseppe Garibaldi

Spaccia sotto gli occhi del capitano dell'Arma di Faenza: preso il pusher del Parco Mita

Il giovane, senza fissa dimora e non in regola col permesso di soggiorno, è stato arrestato per spaccio e detenzione illegale di sostanze stupefacenti

Giovane pusher tunisino di 29 anni inseguito e bloccato dal capitano Cristiano Marella, comandante della Compagnia di Faenza, e l’appuntato scelto, Giovanni Calledda, mentre si stavano dirigendo con l’auto privata al bar per un caffè. E' quanto accaduto martedì pomeriggio nei pressi del  sottopasso di Corso Garibaldi, a ridosso del parco pubblica “Mita”. Il giovane, senza fissa dimora e non in regola col permesso di soggiorno, è stato arrestato per spaccio e detenzione illegale di sostanze stupefacenti. 

“I carabinieri devono considerarsi costantemente in servizio, in qualunque circostanza ed a qualunque ora”: era questo uno dei principi  fondamentali sanciti nella prima edizione del regolamento generale dell’arma dei carabinieri del 1822, che nel corso degli anni è divenuto una peculiarità del carabiniere. Martedì pomeriggio a “fare i conti” con questa salda “tradizione” è stato un 29enne tunisino, che per sua “sfortuna” si è imbattuto nel comandante della locale compagnia il capitano Cristiano Marella ed uno dei suoi uomini, l’appuntato scelto Giovanni Calledda, che fuori servizio, si stavano dirigendo con in un bar per un caffè.  

L'extracomunitario ha cercato di fuggire in bicicletta, ma è stato rincorso e placcato dai due carabinieri fuori servizio che gli hanno trovato addosso ben 100 grammi di hashish. Il pusher, che più volte era riuscito ad eludere i controlli delle forze dell’ordine, negli ultimi tempi era diventato un personaggio di riferimento sulla “piazza” dello spaccio di droga a Faenza ed aveva fissato la sua “base operativa” proprio nel parco pubblico dove gli era più facile, oltre che incontrare i “clienti”, anche nascondere la droga. Infatti in passato era sempre riuscito a farla franca al punto che era stato soltanto segnalato al prefetto come “assuntore” di droghe, risultando quindi incensurato nonostante la sua “fama”

I due militari fuori servizio stavano transitando a bordo dell'auto privata lungo via Filanda Vecchia quando lungo il marciapiede, quasi all'incrocio con via ravegnana, hanno riconosciuto il 29enne in sella ad un bicicletta che avvicinatosi al finestrino di una “Ford”, passava qualcosa al conducente. Mentre il cliente è partito verso via Ravegnana, il tunisino ha iniziato a pedalare verso l'incrocio, per poi svoltare verso l'imbocco del sottopasso di Corso Garibaldi. A quel punto i carabinieri lo hanno raggiunto intimandogli di fermarsi, ma il 29enne ha continuato a pedalare, infilandosi nel sottopasso.

A quel punto il capitano Marella è sceso dall'auto e identificandosi come carabiniere ha rincorso l'uomo nel sottopassaggio. Il tunisino anziché fermarsi ha aumentato l’andatura nel tentativo di seminarlo, ma l’ufficiale dell’arma è riuscito a raggiungerlo e lo ha poi bloccato, costringendolo a scendere dalla bici. Subito dopo anche l'appuntato Calledda è arrivato per dare manforte al suo comandante. All'interno della tasca del giubbotto i Carabinieri hanno trovato un panetto di 100 grammi di hashish. Il tunisino ha detto che la droga l'aveva acquistata dal conducente della "Ford", di cui i due carabinieri avevano annotato la targa.

A quel punto non è stato difficile rintracciare il conducente dell’auto. Infatti i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno effetuato una perquisizione a casa sua, in pieno centro a Faenza. L'uomo ha ammesso che nel pomeriggio era stato lui ad acquistare una piccola dose di hashish dal pusher 29enne e non viceversa, sconfessando completamente la dinamica dei fatti riferita dal tunisino per scagionarsi. Per questo motivo l'extracomunitario è stato indagato anche per calunnia. Processato per direttissima, il giudice Corrado Schiaretti (sostituto procuratore Isabella Cavallari) l'ha condannato ad un anno e nove mesi di reclusione (pena sospesa). 

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