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Spaccio, nel casolare abbandonato c'era il deposito della droga di una rete di pusher

I risultati dell'inchiesta hanno permesso di arrestare due albanesi e 6 tunisini che risiedevano tra Riccione, Lido Adriano e Ravenna

È di 8 arresti il bilancio dell'inchiesta dei carabinieri del Norm di Riccione che, al termine di un'indagine durata due anni, hanno stroncato una banda di nordafricani e albanesi dediti allo spaccio di stupefacenti sia sulla Riviera che nell'entroterra e nella provincia di Ravenna. Tutto era partito nel settembre del 2017 e che, nell'ottobre dello stesso anno, aveva portato all'arresto di due italiani che si stavano scambiando cocaina ed eroina per un totale di 30 grammi. Le successive fasi, grazie alle intercettazioni telefoniche, hanno permesso di individuare una fitta rete di pusher che aveva in un casolare di Santarcangelo, in via Montescudo, la loro base logistica per confezionare le dosi da immettere sul mercato.

Dalla città clementina lo stupefacente arrivava poi a Rimini e Riccione e, nel corso delle indagini, numerosi sono stati i sequestri effettuati dai carabinieri che hanno documentato diverse cessioni sia a piccoli spacciatori che consumatori. L'inchiesta ha permesso di risalire a tutta la filiera che, dalla base santarcangiolese dove veniva stoccata la droga, arrivava poi sulle piazze dello spaccio. I risultati dell'inchiesta hanno quindi permesso di arrestare due albanesi e 6 tunisini che risiedevano tra Riccione, Lido Adriano e Ravenna. Di cui 4 in carcere e altrettanti con misure cautelari più lievi.
 

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