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Spostarsi dal comune per fare la spesa o andare in farmacia? Cosa dice il decreto

Il sindaco Michele de Pascale ha chiesto un chiarimento interpretativo al ministero dell’Interno

In merito alla nuova disposizione in tema di spostamenti contenuta nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 22 marzo - che recita che “è vietato a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute” - il sindaco Michele de Pascale ha chiesto un chiarimento interpretativo al ministero dell’Interno.

“Ringrazio il ministro Lamorgese – dichiara il sindaco – per il pronto e chiaro riscontro”. La risposta è stata che la nuova disposizione persegue la finalità di scongiurare spostamenti in ambito nazionale, eventualmente correlati alla sospensione delle attività produttive, che possano favorire la diffusione dell’epidemia. Rimangono pertanto consentiti, si legge nella risposta del ministero dell’Interno, “i movimenti effettuati per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute, che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere. Rientrano ad esempio in tale casistica gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune".

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