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Deroga sugli spostamenti tra piccoli Comuni? Il sindaco: "La nostra proposta per aiutare il Governo"

Nei giorni scorsi i sindaci della Bassa Romagna avevano proposto proprio di riconsiderare, in ambito di unione, i limiti degli spostamenti tra i piccoli comuni: proposta diventata oggetto di dibattito nazionale

Si continua a discutere sull'eventuale deroga al divieto di spostamento tra comuni il 25 e il 26 dicembre e il primo gennaio, in particolar modo per quanto riguarda i Comuni più piccoli e isolati. Sul tavolo ci sono in teoria ancora tre ipotesi: consentire gli spostamenti tra comuni confinanti; consentire gli spostamenti soltanto da e verso i comuni più piccoli (con limite a cinquemila o 15mila abitanti); consentire gli spostamenti soltanto in ambito provinciale o attraverso un raggio di 20 chilometri. 

Nei giorni scorsi i sindaci della Bassa Romagna avevano proposto proprio di riconsiderare, in ambito di unione, i limiti degli spostamenti tra i piccoli comuni. "Reputiamo incomprensibile la stretta sugli spostamenti tra Comuni contigui e con caratteristiche omogenee", avevano scritto i sindaci. E anche il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha spiegato che "a Roma, Milano o Bologna ci si può spostare di decine di chilometri per pranzare magari col papà o il nonno solo. Ma abbiamo casi, essendo l'Italia un paese di piccoli o piccolissimi Comuni, in cui non si possono fare 500 metri perché c'è il confine".

La proposta dei sindaci della Bassa Romagna è quindi diventata oggetto di dibattito nazionale. "La cosa ci fa ovviamente piacere, ma ci farebbe ancor più piacere che tale approfondimento fosse affrontato nella sostanza senza essere travisato o preso a pretesto per allargare la discussione ad altro - puntualizza il sindaco di Fusignano Nicola Pasi - Ribadisco a tale proposito che per noi che siamo sul territorio la salute pubblica viene prima di tutto e che in tale direzione stiamo compiendo uno sforzo mai visto prima. La riflessione contenuta nella nostra proposta non è riferita in particolare a Natale e Capodanno. Condividiamo a riguardo che in quei giorni debba essere messa in campo da parte di tutti, nelle modalità più appropriate, una rigorosa e diffusa attenzione a tutela di quel "felice anno nuovo" che tutti ci auguriamo, a cui tutti stiamo lavorando e a cui chiederemo a tutti di contribuire. La riflessione sugli spostamenti nasce dall'esperienza delle "giornate arancioni" ed è stata proposta per gestire al meglio le eventuali altre "giornate arancioni" che il paese sarà chiamato a vivere. Sappiamo che ogni volta che si traccia un confine si crea un'incongruenza ma, conoscendo le realtà dei piccoli Comuni, sappiamo anche che queste realtà sono vissute nel loro insieme in modo integrato. La ricerca degli ambiti ottimali nel pianificare l'erogazione dei servizi ci ha portato in questi anni a disegnare e a qualificare un territorio che risponde ai bisogni dei suoi cittadini nel suo insieme, a prescindere dai confini amministrativi. L'economia locale e le famiglie dei nostri comuni vivono nel quotidiano una dimensione intercomunale che per noi assume nello specifico i confini minimi della Bassa Romagna, che si allargano in ambito provinciale per alcune specifiche attività. Anche il territorio è disegnato e strutturato a prescindere dai confini amministrativi, e vi sono centri abitati che formalmente appartengono a un Comune ma che di fatto sono quartieri a tutti gli effetti del comune limitrofo... Rossetta Sottofiume o Masiera sono, tra i tanti, due esempi che a Fusignano, Alfonsine e Bagnacavallo conosciamo bene".

"Con la nostra proposta, che ripeto non è natalizia ma sistematica e avanzata con un auspicio unicamente costruttivo, riteniamo di poter aiutare Governo e Parlamento a leggere più da vicino la complessa situazione dei piccoli comuni - continua il primo cittadino - Sono convinto che più i provvedimenti sono in grado di leggere da vicino quella complessa realtà che è una nazione costituita da Comuni con milioni di abitanti e da vastissime estensioni territoriali e da Comuni di poche migliaia di abitanti e piccoli territori interconnessi, più facilmente quei provvedimenti possono essere fatti propri dai cittadini. Siamo comunità costituite da tante persone che ci tengono a interpretare le regole con rigore e buon senso: ce lo confermano ogni giorno le tante richieste di chiarimento che ci sottopongono i nostri cittadini. E' insieme che vogliamo sconfiggere il virus e ammodernare l'Italia e i nostri paesi. E per noi "insieme" è anzitutto un modo di pensare e di lavorare".

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