L'autoscontro di Lido di Classe costretto a traslocare: "Resteremo senza lavoro, una tragedia"

Il giostraio è disperato: "Sono molto triste, triste perché io stravedo per questa località e perché innanzitutto per me l'autoscontro è un lavoro, un'attività e fonte di vita"

In un'estate già difficile segnata dai pesanti risvolti del Coronavirus e del lockdown, c'è chi segnala ulteriori difficoltà ad attirare turisti al mare. E' il caso di Riccardo Farneti, che da qualche anno insieme alla sua famiglia installa l'autoscontro a Lido di Classe. "Sono molto triste, triste perchè io stravedo per questa località e perchè innanzitutto per me l'autoscontro è un lavoro, un'attività e fonte di vita e non lo faccio per hobby, e credo sia giusto affrontare questo problema nella speranza che possa risolversi tutto questo".

Ma qual è il problema? "Il comune non ha intenzione di concedermi la possibilità di installare l'attrazione in via Vivaldi, come negli ultimi anni, e mi ha proposto poi in un secondo tempo di montare in uno di quei parcheggi area verde - spiega l'imprenditore - Qualcuno può pensare "ma perché non ti accontenti?". Perchè i bambini devono attraversare due strade per arrivarci, rischiando poi di trovarci ad affrontare problemi più grandi, perchè - con tutto il rispetto per chi non la pensa come me - non è il massimo andare alle giostre e nel frattempo vedere dei travestiti o donne che si prostituiscono. Probabilmente resteremo senza lavoro, un'altra tragedia dopo il fermo forzato causato dal lockdown della pandemia, e non è che in due giorni posso piazzare un'attrazione come la mia, sia per dimensioni che per la burocrazia che compete alle nostre attività".

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Lo spostamento della giostra è presto spiegato: "Qualcuno infastidito ha fatto pressioni con lamentele in comune per la musica e schiamazzi fuori orario - spiega Riccardo - Se così fosse posso capire, ma venire a dirlo no? Parlarne? Io sono in questo settore da quando sono nato e capisco le problematiche cercando sempre la soluzione, e di certo non aggredirei chi mi avvisa di tali situazioni. Il comune non ne vuole sapere, nonostante dalla nostra ci sia il parere favorevole della Pro Loco e del comitato cittadino e una raccolta firme di tantissimi residenti e delle attività limitrofe. Mi dispiace tantissimo e non lo sò come finirà questa storia, ma non avrei mai creduto di trovarmi in una simile situazione. Viviamo con questa attività, e perché non un segnale se magari sbagliamo in qualcosa, che ne so, un richiamo, un'ammonizione piuttosto che infliggere un colpo del genere a chi per lavoro cerca di regalare sorrisi a tutti! La maggior parte dei ragazzi che frequentano l’autoscontro sono gli stessi che per le festività natalizie vengono a divertirsi nelle nostre piste di pattinaggio sul ghiaccio a Forlì e Faenza e si è creato un rapporto bellissimo con tutti: Lido e un posto speciale ed è un peccato ritrovarci così, quando sarebbe bastato poco per far sì che tutto andasse nel migliore dei modi. Non voglio attaccare nessuno o puntare il dito contro qualcuno, ma semplicemente esprimere il mio dispiacere e rammarico, spero possa risolversi".

Il giostraio ha ricevuto molto supporto nel gruppo Facebook del lido ravennate. "Spero di risolva tutto e possa montare la tua attrazione nel posto degli anni scorsi, anche perché è l'unica cosa viva del paese", scrive Massimo. "Noi verremmo anche nella nuova sistemazione, ne gioverà il chiosco della piadina e viceversa", lo rincuore Jonny. "Per me invece non sarebbe male la postazione nuova - aggiunge Lorella - Vedrai che i bambini verranno ancor di più. Hai ragione per l'attraversamento, ma secondo me si fermeranno anche tante auto di persone più grandi che avranno nostalgia della loro giovinezza". Più dura, invece, Federica: "Sempre più contenta di non aver comprato casa a Lido di Classe: per me è senza futuro, e mi dispiace tanto perché è il mare della mia infanzia. Se dovessi far attraversare lo “stradone” a dei bambini per andare agli autoscontri, lascerei proprio perdere. Che fastidio darebbe su viale Vivaldi l’autoscontro? Non capisco proprio...".

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