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Mesi di violenze, minacce di morte e pedinamenti: stalker "recidivo" in carcere

Dopo qualche mese dall'inizio della loro storia, l'uomo avrebbe cominciato a pretendere dalla fidanzata che non rivolgesse nemmeno una parola a colleghi o conoscenti di sesso maschile

Un indagine scaturita da una disperata richiesta di aiuto di una donna perseguitata dall’ex fidanzato. I Carabinieri hanno arrestato uno stalker 37enne di Riolo Terme che, già in passato, era stato condannato per lo stesso reato nei confronti di un’altra partner.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip del tribunale di Ravenna è stata notificata pochi giorni fa dai militari di Riolo, che ad aprile avevano avviato le indagini dopo essere intervenuti in soccorso di una donna che aveva segnalato il suo ex appostato nei pressi della sua abitazione. La vittima, esasperata dall’ennesimo pedinamento dell’ex fidanzato, avrebbe raccontato ai Carabinieri una lunga serie di atti persecutori che subiva, ormai da quasi un anno, da parte di un collega di lavoro, dopo la “rottura” del loro rapporto sentimentale. Secondo il racconto della donna, la relazione si sarebbe conclusa proprio a causa dei continui litigi e maltrattamenti subiti dal partner, dovuti soprattutto alla sua eccessiva gelosia. 

La storia d’amore fra i due era iniziata i primi mesi del 2017 quando il 37enne, reduce da un altro rapporto turbolento con la precedente compagna, aveva incontrato sul posto di lavoro una giovane collega con la quale si era fidanzato. Dopo qualche tempo, l'uomo avrebbe cominciato a pretendere dalla fidanzata che non rivolgesse nemmeno una parola a colleghi o conoscenti di sesso maschile, arrivando al punto da crearle seri problemi anche sul posto di lavoro. Con il passare del tempo le “scenate” sarebbero diventate quasi quotidiane arrivando a pesanti offese e maltrattamenti, addirittura violenze fisiche e minacce di morte, anche in presenza di testimoni. Secondo quanto raccontato agli inquirenti, un giorno la donna sarebbe uscita dallo spogliatoio del posto di lavoro dolorante a una caviglia a causa di un calcio sferrato dal fidanzato, in un’altra occasione sarebbe stata colpita in testa con un oggetto contundente, altre volte schiaffeggiata. Dopo aver sopportato a lungo i soprusi del compagno, la donna ha così deciso di interrompere quella relazione.

Da quel momento, però, l’uomo avrebbe cominciato a tartassarla con pesanti ingiurie e minacce, costringendola addirittura a licenziarsi per non incontrarlo, cosa che non è servita: infatti il 37enne avrebbe cominciato a perseguitarla tempestandola con decine di telefonate sgradite e moleste, con le quali avrebbe preannunciato future “vendette”. Il comportamento persecutorio dello stalker si sarebbe trascinato per mesi, durante i quali la donna, oltre a vivere nella paura, è stata costretta a cambiare le proprie abitudini: fino a quando, dopo l’ennesimo appostamento dell’ex fidanzato, si è convinta a chiedere aiuto ai Carabinieri. I militari dell’arma, dopo aver raccolto diverse testimonianze che avrebbero confermato il racconto della vittima, sono riusciti a documentare gran parte degli atteggiamenti persecutori messi in atto fino al mese di maggio dal 37enne. Fra l’altro sarebbe emerso dalle indagini che l’uomo, qualche anno fa, era stato condannato a due anni di reclusione per una vicenda quasi identica, ai danni di un’altra donna che in passato si era legata a lui sentimentalmente, diventata poi il “bersaglio” delle sue persecuzioni. I Carabinieri hanno quindi chiesto al pubblico ministero una misura cautelare per fermare l'uomo e il gip Janos Barlotti, pochi giorni fa, ha ordinato l’arresto dello stalker, che è stato portato in carcere a Ravenna con l’accusa di atti persecutori aggravati.

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