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Stangata per il Ravenna Calcio: multe salate per la mancata osservanza dei protocolli anticovid

Pesantissima stangata per il Ravenna Calcio in una stagione già non facile e proprio nel giorno del 108esimo anniversario della fondazione della prima squadra rappresentativa della città

Pesantissima stangata per il Ravenna Calcio in una stagione già non facile e proprio nel giorno del 108esimo anniversario della fondazione della prima squadra rappresentativa della città. La Figc - Federazione italiana giuoco calcio - ha multato Alessandro Brunelli e Alessandro Capucci, rispettivamente presidente e responsabile sanitario del Ravenna calcio, a causa della "mancata osservanza dei protocolli sanitari" e dell’aggiornamento dei protocolli allenamenti e gare per le squadre di calcio professionistiche. E le sanzioni sono salate: 1185 euro a testa per Brunelli e Capucci più 1575 euro per la società Ravenna Fc, per un totale di quasi 4000 euro.

Tra le contestazioni riportate dalla Figc in una nota, a Brunelli e Capucci viene attribuita la violazione delle "indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre di calcio professionistiche e degli arbitri", della "mancata osservanza dei protocolli sanitari", delle "indicazini generali per la pianificazione,  organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico in modalità a porte chiuse" finalizzate al contenimento dell'emergenza Covid, "dell’Aggiornamento dei protocolli Allenamenti e Gare per le Squadre di Calcio Professionistiche, la Serie A Femminile e gli  Arbitri Stagione 2020/2021 del 30/10/20, per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari", in particolare per non aver sottoposto il gruppo squadra a vari tampone e test sierologici. Ma anche per "non aver fatto osservare l’obbligo di dotazione del personale addetto alla fisioterapia dei guanti e degli occhiali di protezione monouso; nonché per non aver effettuato le operazioni necessarie volte ad assicurare la corretta aerazione ed il dovuto distanziamento delle attrezzature sportive nel locale adibito a palestra, con ciò mettendo a rischio la salute dei soggetti appartenenti alla società e di coloro i  quali abbiano avuto contatti con i medesimi esponendoli a contagio da Covid".

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