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Fase 2, Bonaccini: "Riapriamo parchi e centri estivi". E per il trasporto pubblico "più corse e meno affollate"

Occorre anche, prosegue il governatore, "incentivare chi si sposta con mezzi alternativi per distanze brevi, però credo che lo smart working debba diventare un piano per il futuro"

Stefano Bonaccini lo ribadisce ancora una volta: "Se le mascherine sono indispensabili, serve un provvedimento nazionale di obbligatorietà". Il governatore dell'Emilia-Romagna ne ha parlato giovedì mattina ad Agorà su Raitre. "Oggi che il flusso delle mascherine verso le regioni è costante - osserva Bonaccini - bisogna che ci sia tra produzione interna, ciò che si acquista dall'estero e ciò che fornisce la protezione civile la garanzia per i cittadini di trovarle, perchè se le rendi obbligatoria è evidente che devi prevedere anche una sanzione per chi non le utilizza".

Il governatore, rispondendo poi ai cittadini durante il filo diretto con la giunta via Facebook e su Lepida tv, ha inviato a segnalare dove si trovano "prezzi indecenti e vergognosi". Il presidente della Regione ha evidenziato di aver già ricevuto segnalazioni su prezzi eccessivi per i dispositivi di protezione personale. "Sono già andati a fare controlli, io mi auguro anche che ci siano interventi per calmierare i prezzi, perchè costringere le famiglie a sbrorsare centinaia di euro al mese diventerebbe un problema serio", sottolinea. Finora l'Emilia-Romagna ha fornito gratuitamente quattro milioni di pezzi tra cittadini, imprese e operatori 'in prima linea' nella battaglia al coronavirus.

Fase 2

Per quanto riguarda le "richieste che avevamo fatto", su una eventuale partenza anticipata per manifatture a valenza internazionale e cantieri, "si tratta di capire se qualcosa puo' partire già dal 27 aprile", spiega Bonaccini. Ma prima "dovranno arrivare, come abbiamo chiesto, linee guida nazionali sulla sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavori e le disposizioni sul trasporto pubblico locale. Mi pare che si stiano facendo passi avanti, queste ore sono decisive per capire cosa può ripartire".

Il governatore sottolinea che sarebbe "utile, ma mi pare che il Governo stia andando in questa direzione", anche immaginare un piano che possa prevedere "step by step, a distanza di qualche giorno o settimana" anche la ripartenza di altre attività come ad esempio bar, ristoranti. Ma bisogna anche, secondo il governatore, "tenerci tutti pronti nel caso di rimbalzi per potere eventualmente restringere qualcosa, regione per regione o territorio per territorio, se la curva dei contagi dovesse tornare in rialzo. Anche dal punto di vista sanitario bisogna avere tutto pronto nel caso di qualche problema".

Parchi

Bonaccini ha spezzato anche una lancia per la riapertura dei parchi. "Quando decisi di impedire il jogging - spiega il governatore dell'Emilia-Romagna - lo feci perchè avevamo foto di assembramenti" tra persone impegnate in attività sportive all'aperto. "Tutto questo - ricendica Bonaccini - è servito a ridurre il contagio, ma credo che presto si potrà permettere di fare spostamenti, anche se in modo individuale". Per i bambini, sottolinea ancora il presidente, "c'è bisogno di socialità, ma bisogna anche evitare assembramenti".

"Le scuole credo che riapriranno ormai il prossimo anno scolastico, se le cose andranno bene, ma bisogna che nel frattempo noi qualcosa ci inventiamo, a partire dai centri estivi perchè c'è bisogno di far respirare i bambini". Ma "vogliamo anche riaprire i nostri parchi", dice Bonaccini. Inoltre "se i genitori tornano a lavorare abbiamo bisogno di sapere a chi affidare i bambini. Ci stiamo ragionando in giunta", ma in ogni caso "occorre prolungare i congedi parentali".

Trasporti

Sul trasporto pubblico "dobbiamo lavorare per garantire più corse con meno gente sopra" per la ripartenza delle imprese". Occorre anche, prosegue il governatore, "incentivare chi si sposta con mezzi alternativi per distanze brevi, però credo che lo smart working debba diventare un piano per il futuro". Oggi, ricorda Bonaccini, il 90% di chi lavora per la Regione Emilia-Romagna "lavora da casa, in futuro sarebbe un errore pensare di tornare al mondo di prima. Si può tranquillamente lavorare più e meglio da casa, questo riduce gli spostamenti nelle città e riduce l'inquinamento". (Agenzia Dire)

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