Stoccaggio gas in Bassa Romagna: si completa la rete di monitoraggio microsismico

Il progetto della rete, sviluppato con l’Università di Bologna in coordinamento con Ministero dello Sviluppo economico, prevede la realizzazione di 15 stazione sismiche

Come anticipato prima dell’inizio dei lavori, Edison Stoccaggio informa che sono in fase di completamento i lavori per la costruzione della rete di monitoraggio microsismico nell’area attorno alla concessione di stoccaggio gas di San Potito e Cotignola, che interessa i territori dei comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Conselice, Cotignola e Lugo in Bassa Romagna, nonché i comuni di Ravenna, Faenza, Imola e Solarolo.

Il progetto della rete, sviluppato con l’Università di Bologna in coordinamento con Ministero dello Sviluppo economico, prevede la realizzazione di 15 stazione sismiche, otto all’interno di pozzi e sette in superficie, distribuite in un raggio di circa 10 km dai giacimenti di stoccaggio.

Ad oggi sono stati completati cinque pozzi, tre dei quali nei comuni di Bagnacavallo, Cotignola e Lugo, e sono in fase di realizzazione due stazioni superficiali nei comuni di Bagnacavallo e Conselice. Gli ultimi tre pozzi e le rimanenti stazioni si prevede vengano realizzate entro la metà del prossimo mese di ottobre.

A partire da settembre 2018 avranno inizio le attività di installazione delle apparecchiature e della strumentazione sismica nelle stazioni già approntate. L’entrata in esercizio della rete è prevista entro la prima decade di novembre 2018. 

La rete di monitoraggio microsismico di San Potito e Cotignola si configura come la più avanzata fino ad ora installata in Italia e consentirà, una volta in esercizio, di migliorare le conoscenze scientifiche sulla sismicità della Bassa Romagna offrendo un’ulteriore misura di controllo e protezione del territorio.

“Non so se essere contento o ancora più preoccupato – esordisce Claudio Fabbri, capogruppo di BellAlfonsine in Consiglio Comunale ad Alfonsine e consigliere in seno all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna . dopo aver appreso che è in fase di completamento la rete di monitoraggio microsismico nell’area attorno alla concessione di stoccaggio gas di San Potito e Cotignola”.

“Questo fatto conferma le preoccupazioni e le denunce sollevate anche da parte di altri colleghi consiglieri dei gruppi di opposizione nel Consiglio dell’Unione - afferma Fabbri -. Vuol dire che l’Ente gestore ha capito che l’attività di stoccaggio gas allo stato delle conoscenze attuali può essere pericolosa ed è per questo che installa 15 stazioni di monitoraggio. Eppure, non avendo tutti i dati a disposizione per lavorare in sicurezza, l’attività di stoccaggio continua sotto i nostri piedi. Direi che non va per niente bene. Andrebbe fatto uno studio preventivo e poi solo alla fine decidere se stoccare oppure no”

La preoccupazione di BellAlfonsine: “Oltre a dover bloccare lo stoccaggio del gas e la estrazione a causa della fragilità del nostro territorio – conclude Fabbri – ritengo necessario che i dati raccolti siano resi pubblici immediatamente o ancora meglio che la loro consultazione sia possibile in tempo reale da parte di tutti e soprattutto da parte di chi ha le competenze tecniche per interpretare i dati in maniera libera, senza conflitti di interesse. Ne va della nostra sicurezza e della salubrità dell’ambiente”.

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