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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Stop al degrado in zona ex-Sir: lavori in corso al Sigarone

Nei giorni scorsi da più parti si erano sollevate le critiche di residenti e non, soprattutto dopo l'insediamento nella struttura fatiscente di alcune persone

Operai al lavoro al “Sigarone” in Darsena per mettere in sicurezza la zona e porre fine al degrado. Nei giorni scorsi da più parti si erano sollevate le critiche di residenti e non, soprattutto dopo l'insediamento nella struttura fatiscente di alcune persone. "Da anni ormai nella zona ex-Sir vige uno stato di degrado e abbandono che agevola attività illecite e di malaffare", aveva spiegato il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio Renato Esposito, presentando un question time sul tema. "Quando il “fuoco incrociato” porta i suoi frutti occorre riconoscere i meriti a chi ha sollevato il problema con attenzione e continuità e plaudere all’intervento dell’amministrazione, anche se forse un po’ tardivo", commenta Nicola Grandi, consigliere di Viva Ravenna.

"Appena due giorni fa abbiamo presentato un'interrogazione (che verrà discussa durante la seduta del Consiglio comunale di martedi 30 novembre) e oggi siamo stati informati che i varchi di accesso all'immobile ex Sir stanno per essere murati, mentre nei giorni scorsi si è tenuto una seduta del tavolo provinciale per la sicurezza - spiega la capogruppo della Pigna Veronica Verlicchi - Siamo lieti che le nostre iniziative siano state utili per stimolare interventi che speriamo essere risolutivi per una situazione che preoccupa notevolmente molti ravennati".

"Le forze dell’ordine erano già state informate almeno da metà settembre dei bivacchi esistenti dentro il Sigarone - aggiunge Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna - Fin da allora sapevano di dover intervenire sulla proprietà privata, chiaramente identificabile (anche perché l’immobile è compreso in uno dei progetti urbanistici di valorizzazione della nuova Darsena di città), affinché, come minimo, adempisse ai propri doveri di custodia, di tenuta decorosa e in stato di sicurezza del proprio bene. Si è letto che gli occupanti sono arrivati ad essere una ventina, diversi dei quali titolari di permesso rilasciato per ragioni umanitarie, quindi ben noti allo Stato, con l’obbligo di assicurare loro condizioni almeno minime di vita dignitosa, in ogni caso vigilando sul loro effettivo status abitativo. La materia ricade indubbiamente nelle competenze del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, di cui il sindaco nonché presidente della Provincia è componente. Ne è stato informato? Cosa ha disposto? Perché si è aspettato così a lungo per sgomberare e mettere in sicurezza il Sigarone, mentre montava giorno per soggiorno la sollevazione dei residenti in zona? Si è distinto tra extracomunitari a vario titolo regolari, o addirittura obbligati a vivere nel degrado pur con permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, ed extracomunitari irregolari, se non clandestini? Quali dunque le loro diverse fattispecie giuridiche e di quante unità ciascuna? Quali provvedimenti sono stati adottati o predisposti o ipotizzati nei rispettivi confronti? E soprattutto, come si intende operare perché, sfrattati tutti dal Sigarone con ingiustificato ritardo, non ne trovino altri altrettanto abusivi? Sono domande inquietanti, volontariamente aliene dal spingersi oltre, che non sono degne della nostra città e a cui chiedo perciò al sindaco di dare e/o ottenere risposta. Non da ultimo, bisognerebbe sapere finalmente dal sindaco stesso cosa intende fare, sul serio, del Sigarone".

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