Stop al post-scuola materna, famiglie avvisate all'ultimo: "Istituire un voucher baby sitter"

Giovedì i genitori dei bambini ravennati di fascia 3-6 anni hanno appreso che l’interpretazione della regione Emilia Romagna sulle norme anticovid va nella direzione di non rendere possibile il post-scuola materna pomeridiano

Giovedì i genitori dei bambini ravennati di fascia 3-6 anni hanno appreso che l’interpretazione della regione Emilia Romagna sulle norme anticovid va nella direzione di non rendere possibile il post-scuola materna pomeridiano. La cosa - a pochissimi giorni dalla riapertura delle scuole - ha destato comprensibilmente lo stupore e l'ira di tanti genitori: come Federica, mamma di una bambina frequentante la scuola materna Peter Pan di Ponte Nuovo.

"Alla vigilia della riapertura, il Comune di Ravenna ci ha comunicato questo disservizio relativo alla decisione comunale, dettata dalla Regione, tramite un sms - spiega Federica - In questa maniera le famiglie con entrambi i genitori lavoratori si trovano in seria difficoltà. Il Comune dovrebbe tutelare i servizi esistenti da anni al posto di attivarne nuovi (tipo autobus gratuiti o altro). Il servizio di post scuola viene fatto da Cooperative esterne nei locali della scuola. Solitamente un'unica educatrice per tutti i bambini dell'istituto. "La necessità di evitare l’intersezione dei bambini per semplificare l’adozione delle misure di contenimento" si poteva mantenere solo attribuendo una educatrice per classe. Ovvio che i costi sarebbero saliti, ma era l'unica maniera per tutelare le famiglie. Alla vigilia della riapertura delle scuole, ci sono molte famiglie che devono decidere come gestire questo disservizio comunicato all'ultimo momento".

"E’ nota la posizione del Comune di Ravenna che ha tentato di interpretare in maniera meno restrittiva tali norme, a differenza della regione - spiega il capogruppo di Forza Italia in consiglio Alberto Ancarani presentando un'interrogazione sul tema - Una simile situazione costringe i genitori a chiedere permessi o ad assumere baby sitter che non possono permettersi e mette nel disagio moltissime famiglie; si pensi a quelle monogenitoriali, già in forte affanno anche alla luce della comunicazione tutt’altro che tempestiva rispetto a questa decisione. Per quanto la decisione sia regionale, il ritardo nella comunicazione definitiva da parte del comune è molto forte, e dunque appare necessario che il comune studi modalità per sopperire al danno e ai problemi che essa comporta. La soluzione più idonea appare quella di appositi voucher baby sitter da erogare da parte del Comune, il quale potrebbe poi agire nei confronti della regione, peraltro amica, al fine di vedersi ristorate le risorse necessarie". Ancarani interroga il sindaco per sapere "se non ritenga di provvedere istituendo appositi voucher baby sitter per coloro che non potranno avvalersi del post scuola materna e quali altri eventuali provvedimenti intenda assumere per rimediare a detta situazione".

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"Un servizio utile che avrebbe sgravato molti genitori dal richiedere l’aiuto di una baby sitter per orari in cui spesso si è già al lavoro o non si è ancora rientrati, a pochi giorni dall’inizio delle scuole, viene sospeso - commenta il portavoce provinciale di Fratelli d'Italia Alberto Ferrero - Non si vuole entrare nel merito della necessità di salvaguardare la salute sia dei bambini che del personale scolastico; tuttavia, provenendo anche da un periodo in cui le famiglie hanno dovuto adattarsi e fare sacrifici per conciliare il lavoro con la chiusura delle scuole, di fatto iniziata a marzo, si sarebbe potuto e dovuto trovare una soluzione che conciliasse tutte e due le esigenze".

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