Strage di uccelli nella Valle della Canna: la Procura apre un fascicolo

Solo venerdì sono stati recuperati 1075 uccelli morti (di cui 35 trampolieri) e 185 ancora vivi. Circa 300 quelli recuperati nei giorni precedenti, di cui una sessantina i superstiti

La morìa di uccelli avvenuta nella Valle della Canna in questi giorni, dovuta alla presenza del batterio 'Botulino', è al centro di una denuncia per "strage ambientale" presentata venerdì da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, alla Procura della Repubblica. E ora la Procura di Ravenna, che ha monitorato sin dalle prime battute il fenomeno alla base della strage di volatili, ha aperto un fascicolo per chiarire tutte le circostanze della vicenda.

Il caso è stato denunciato da vari gruppi consiliari e ambientalisti nei giorni scorsi. Solo venerdì sono stati recuperati 1075 uccelli morti (di cui 35 trampolieri) e 185 ancora vivi. Circa 300 quelli recuperati nei giorni precedenti, di cui una sessantina i superstiti. Alla base della morìa, come hanno confermato le analisi, la presenza del batterio “Botulino produttore di tossine di tipo C”. Un’ampia varietà di uccelli è sensibile all’intossicazione da tossina di tipo C, soprattutto gli anatidi, mentre l’uomo no. Tuttavia, a titolo precauzionale, si invitano i cittadini a non recarsi nell’area, se non espressamente autorizzati, ad evitare di toccare gli animali morti o malati e a non portarli via.

"Il Comune, insieme a tutti gli enti competenti, ha favorito azioni straordinarie per il ricambio delle acque della valle in maniera rapida e per fornire così ossigeno all’area e limitare la proliferazione del botulino con l’auspicio di uscire dall’emergenza - spiegano dall'amministrazione ravennate - D’altra parte si tratta di un ambiente tenuto artificialmente in un difficile equilibrio, attraverso la regolazione dei livelli idrici, e la cui gestione è molto complessa perché esistono esigenze molto diverse tra loro e a volte contrapposte, in relazione alle condizioni di vita del patrimonio di flora e della diversa fauna che lo popola. Questo delicato equilibrio è stato messo ulteriormente a dura prova, oltre che dalle note problematiche legate ai cambiamenti climatici anche dalle temperature anomale del mese di settembre e inizi di ottobre, che hanno contribuito a determinare la situazione di criticità. Nei prossimi giorni si vigilerà per controllare l’evolvere della situazione e mettere in atto quanto possa risultare utile o necessario".

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