Dalla cocaina all'lsd, studenti nel vortice della droga: stroncato a Faenza giro dello "sballo 2.0"

Una quindicina di studenti sono poi stati segnalati ai prefetti delle province di appartenenza come consumatori.

Cocaina, lsd, speed, hashish e sopratutto marijuana. Un “vortice” di stupefacenti in mano a due studenti che ne gestivano il mercato. Dopo una lunga ed articolata indagine che ha impegnato molte stazioni dei Carabinieri della Compagnia di Faenza, coordinate dal nucleo operativo, due minorenni sono stati arrestati ed affidati ad una comunità minorile. Una quindicina di studenti sono poi stati segnalati ai prefetti delle province di appartenenza come consumatori. 

Il tutto ruotava attorno ad alcuni istituti scolastici fuori provincia frequentati dai ragazzini provenienti da famiglie ‘bene’. Si 'tirava' e si 'fumava' a scuola o nelle immediate vicinanze. Gli stupefacenti, infatti, giravano tra i corridoi, nei bagni, nei cortili oppure all’esterno degli istituti scolastici dove gli studenti ne facevano uso dopo averla comprata da due “spacciatori” loro compagni di scuola.

I militari dell’Arma, al comando del capitano Cristiano Marella, sono riusciti ad identificare i due pusher dopo sette mesi di indagini, che sono serviti per ricostruire gli intensi rapporti di una comitiva di amici, tutti del faentino, che frequentavano diversi istituti e che nelle loro trasferte in treno o autobus per raggiungere la scuola, consumavano e vendevano stupefacenti. L'attività investigativa è partita a fine novembre 2015 quando si sono presentati in caserma i genitori di una ragazza, allora 15enne, frequentante un istituto superiore fuori provincia, per chiedere un aiuto. 

I due genitori avevano raccontato di essersi accorti di un improvviso “cambiamento” della figlia che da essere una brava studentessa aveva cominciato a disinteressarsi della scuola, addirittura avevano scoperto che la ragazza per cinque giorni di fila aveva “marinato” le lezioni per andarsene in giro per Faenza ed altre città con alcuni amici. Il padre e la madre della 15enne si sono allarmati quando leggendo le chat “whatsapp” sul telefonino della figlia, si sono resi conto che aveva allacciato delle amicizie che l’avevano “iniziata” all’uso delle droghe. 

Scorrendo decine e decine di messaggini e di fotografie sul cellulare della ragazza, i due genitori avevano scoperto che era stata risucchiata nel “vortice” della droga, insieme ad altri minorenni che attraverso i “social” inneggiavano all'uso degli stupefacenti anche come fonte di guadagno. Della cosa ne avevano avuto sentore anche i dirigenti scolastici, sentiti a verbale dai carabinieri insieme ad una sfilza di studenti minorenni residenti non solo nel faentino ma anche fuori provincia, che sono stati convocati ed interrogati nella caserma di via Giuliano da Maiano.

Nel corso delle indagini, gli uomini dell'arma hanno individuato un 17enne ed un 16enne residenti nel faentino che dai racconti e dalle ammissioni dei loro coetanei avevano messo in piedi un vero e proprio traffico di stupefacenti: non solo hashish e marijuana ma anche cocaina ed i pericolosissimi 'francobolli' di lsd e cristalli di “speed”. I due applicavano un loro “tariffario” che variava a seconda dei tipi di droga: si partiva dai 5-10 euro per uno “spinello” già pronto per l’uso, fino ai 25 euro per una dose di lsd. Alcuni studenti per comprare la droga si erano anche indebitati con i due pusher.

Dalle “memorie” degli smartphone in uso ai due spacciatori minorenni sono state acquisite decine di immagini con le loro fotografie mentre fumavano “spinelli” oppure dei loro party con gli amici a base di stupefacenti. nei telefoni vi erano numerose foto di dosi di droga e “canne” già confezionate, una sorta di vademecum virtuale contenente anche le immagini di alcuni modi per nascondere gli stupefacenti, come ad esempio quella di un libro a cui erano state tagliate parte delle pagine per creare uno spazio dove collocare la droga.

La lunga attività investigativa dei carabinieri è terminata a fine giugno in concomitanza con la conclusione dell’anno scolastico. La procura per i minorenni di Bologna ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico dei due giovanissimi che pochi giorni fa sono stati raggiunti nelle rispettive abitazioni dai militari dell’Arma che hanno poi collocati in una comunità minorile, come disposto dal giudice. Sono entrambi accusati di “spaccio continuato di sostanze stupefacenti aggravato dalla cessione a minorenni”. Oltre ai due “pusher” collocati in comunità, una quindicina di studenti sono poi stati segnalati ai prefetti delle province di appartenenza come consumatori. 

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