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Cronaca

Suicidi, in Emilia-Romagna circa 400 casi all'anno

Franco Grillini (gruppo Misto) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Aula a proposito del fenomeno dei suicidi, consumati e tentati, a fronte dell’intervenuta scadenza (31 dicembre 2013) del Piano regionale della prevenzione.

Franco Grillini (gruppo Misto) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Aula a proposito del fenomeno dei suicidi, consumati e tentati, a fronte dell’intervenuta scadenza (31 dicembre 2013) del Piano regionale della prevenzione.

Il consigliere ha innanzitutto ricapitolato le dimensioni del fenomeno attraverso i principali dati disponibili, considerandoli sottostimati, per la quantità di casi “non visibili” e quindi non rilevati. A livello nazionale, l’ultimo anno censito dall’Istat è il 2009, e fotografa 3.975 suicidi (6,7 ogni centomila abitanti). A livello regionale, nel 2010 si sono registrati 388 suicidi (298 maschi e 90 femmine) e nel 2011 si arriva a 383 (297 maschi e 86 femmine).

Grillini sottolinea come molti episodi siano ormai da ascriversi a motivi di ordine economico, e la sanità pubblica deve considerare la prevenzione del suicidio come una delle priorità da perseguire, avendo al centro l’attuazione di politiche socio-sanitarie preordinate alla prevenzione e alla presa in carico dei familiari. Inoltre, il consigliere segnala l’emergenza carceraria, dove i dati 2013 di suicidio, tentato suicidio e atti di autolesionismo configurano almeno 811 casi nelle carceri dell’Emilia-Romagna (fonte Sindacato Autonomo di polizia penitenziaria).

L’assessore alla Sanità, Carlo Lusenti, ha ricordato che come dimensioni del fenomeno, fra i Paesi Ocse l’Italia registra uno dei tassi minori, e la nostra regione registra circa 400 casi all’anno, nella media delle regioni del nord Italia. Agire sulla prevenzione, ha aggiunto, è un obiettivo possibile e sul quale da anni è in corso un impegno diretto. Quello che occorre è affinare le competenze idonee a riconoscere i vari fattori di rischio (psicologico, psichiatrico, sociale, esito di malattie organiche, per abuso di sostanze, dopo aver subito violenza, eccetera).
Il Piano regionale si è occupato di prevenire il fenomeno a livello territoriale: un primo report di valutazione sarà presto disponibile. Entro l’anno, ha concluso Lusenti, l’assessorato intende predisporre un’analisi specifica della situazione nelle carceri e verrà approntato un nuovo Piano di prevenzione.

Soddisfatto degli impegni assunti dalla Giunta, Grillini ha auspicato che in sede di definizione del nuovo Piano si sappiano implementare interventi davvero innovativi per far fronte alla fase acuta della sofferenza e della disperazione personale.

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