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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca

"Detenuto si è impiccato in cella": la Uil solleva il caso di una morte in carcere

“A rinvenire il corpo esanime del ristretto è stato il suo compagno di cella che non si è accorto del gesto estremo"

“Si è impiccato legandosi alle grate della cella dove era ristretto, nell’istituto di Ravenna, un detenuto italiano imputato per maltrattamenti in famiglia”. A denunciare l’episodio è la Uil Pa Polizia Penitenziaria per voce del suo Segretario Nazionale Domenico Maldarizzi: “A rinvenire il corpo esanime del ristretto è stato il suo compagno di cella che non si è accorto del gesto estremo e, nonostante abbia immediatamente dato l’allarme a nulla sono valsi i soccorsi immediati.  A quanto si apprende pare che il tutto sia scaturito dal rigetto del Tribunale del riesame della custodia cautelare”.

“Il sistema carcerario è letteralmente allo sbando ma, quel che è più grave, è abbandonato a se stesso dalla politica, dalla Ministra della Giustizia e dal Governo – afferma Domenico Maldarizzi -  Abbiamo ragione di ritenere che la stessa Amministrazione Penitenziaria non trovi le risposte politiche che auspica. Tuttavia, al di là delle disquisizioni teoriche e del chiacchiericcio della politica, quella cui stiamo assistendo è una carneficina che, in un paese che voglia dirsi civile, va immediatamente fermata. Se si continuasse con questa media, in un anno morirebbero ben oltre cento detenuti. 

“Non è più il tempo di indugiare né delle passerelle – ammonisce il Segretario della UILPA PP –; il Governo vari immediatamente un decreto-legge per mettere in sicurezza le carceri, sia sotto il profilo di quella che è una vera e propria emergenza umanitaria, sia sotto l’aspetto della tenuta dell’intero sistema, Servono, altresì, interventi urgentissimi per migliorare le strutture e le infrastrutture, ma soprattutto per potenziare gli organici della Polizia penitenziaria, mancanti di 18mila unità, e fornire gli equipaggiamenti”. “Parallelamente, il Parlamento dovrebbe approvare una delega per la riforma complessiva dell’esecuzione penale, che reingegnerizzi il carcere e riorganizzi compiutamente il Corpo di Polizia Penitenziaria ma, a quanto pare, - conclude Maldarizzi -  dalla politica arrivano solo belle parole senza fatti.

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