Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Tante persone con Legambiente alla scoperta del Parco del Loto

Il Parco del Loto è un'ex cava di argilla, successivamente acquisita dalla famiglia Gallamini che ne valorizzò le potenzialità naturali, anche con impianti vivaistici

Grande partecipazione di pubblico al “Parco del Loto” a Lugo per la visita guidata organizzata dal circolo Legambiente “A. Cederna” grazie alla collaborazione dell'esperto Andrea Gallamini. “Abbiamo potuto scoprire il Parco del Loto e la storia della coltivazione di questo splendido fiore - ha spiegato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente “A. Cederna” - grazie al prezioso supporto di Andrea Gallamini che ci ha raccontato come quest'area, gestita dalla sua famiglia a partire dal dopoguerra, sia poi diventata negli ultimi anni un parco pubblico”.

Il Parco del Loto è un'ex cava di argilla, successivamente acquisita dalla famiglia Gallamini che ne valorizzò le potenzialità naturali, anche con impianti vivaistici, riconvertendo lo specchio d'acqua alla coltivazione del fiore di loto. L'area, ceduta al Comune di Lugo negli anni '90, è stata trasformata in un parco di circa 8 ettari dalle caratteristiche semi-naturali in quanto, pur trovandosi praticamente circondata dall'urbanizzazione, costituisce un piccolo mondo a sé stante, dove l'ambiente vegetale si è riappropriato a suo piacimento dell'area, richiamando così anche gli animali (insetti, anfibi, uccelli) che in questa vegetazione fluvio-lacustre-ripariale trovano il loro habitat naturale. Il parco, assieme a questo tratto di canale e al Bosco di Fusignano, fa parte di un'area di riequilibrio ecologico, cioè di un particolare tipo di aree protette create per preservare ambienti naturali o seminaturali che sorgono a ridosso dei centri abitati.

“Conoscere il territorio, la sua storia e le sue specificità è anche la premessa per la sua tutela e conservazione - ha spiegato Rambelli - per questo siamo grati ad Andrea Gallamini per averci fatto conoscere quest'area così importante per la tutela della biodiversità della “Bassa Romagna”. L'iniziativa fa parte delle attività dell'associazione per raccontare la storia del “Canale dei Mulini”, un'eredità storica ed un percorso turistico naturale che attraversa la “Bassa Romagna” dalle colline di Tebano al territorio della centuriazione romana, dalle terre delle bonifiche fino alle porte del Parco del Delta del Po. Molti manufatti sono ancora oggi presenti e visitabili, come il Molino Scodellino a Castel Bolognese, o le opere di regimazione idraulica, ma lungo il corso del canale è possibile trovare aree di interesse naturalistico come il parco del Loto, il Bosco di Fusignano e le aree della Riserva di Alfonsine. La visita è stata anche l'occasione per illustrare il dépliant realizzato dall'associazione con il contributo di Coop Alleanza 3.0. L'opuscolo è disponibile presso Legambiente e i punti vendita Coop di Alfonsine, Fusignano e Lugo.

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