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Tassi usurai al 120%: sequestrati 650mila euro a una famiglia di strozzini

Secondo quanto emerso, in tutto il 75enne avrebbe prestato 900mila euro per i quali gli interessi richiesti e ottenuti erano risultati superiori ai 650 mila euro

La loro specialità era "aiutare" imprenditori e professionisti in difficoltà economiche ma, a fronte dei prestiti, arrivavano ad applicare tassi usurai fino al 120%. Un'intera famiglia di strozzini quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Rimini che, nell'ambito dell'operazione "Tokos", ha visto tre persone finire indagate per usura - tra le quali un imprenditore 53enne faentino residente a Russi - ai quali sono stati sequestrati complessivamente beni e contanti per 650mila euro.

A smascherare l'attività di un 75enne, del figlio e della nuora è stata la denuncia di un professionista che si era rivolto alle Fiamme Gialle dopo aver ottenuto un prestito di 300mila euro che, in pochi anni, aveva visto gli interessi lievitare fino a 420mila euro. Tutto ruotava intorno all'anziano che, secondo gli inquirenti della Finanza, era apperentemente nullatenente e poteva contare solo su una modesta pensione. Il patriarca, tuttavia, svolgeva abitualmente l’attività di finanziamento illecito a persone e imprese a tassi usurari, per importi di rilievo, avvalendosi del contributo sia di persone appartenenti alla propria famiglia sia di soggetti terzi.

Le indagini avrebbero così fatto emergere un vorticoso giro di denaro e, allo stesso tempo, gli inquirenti hanno potuto contare sulle denunce di altre 7 vittime. Secondo quanto emerso, in tutto il 75enne avrebbe prestato 900mila euro per i quali gli interessi richiesti e ottenuti erano risultati superiori ai 650 mila euro. Al termine dell'inchiesta, il GIP presso il Tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini, condividendo le ricostruzioni investigative effettuate dei militari della Guardia di Finanza e accogliendo le richieste formulate dalla Procura della Repubblica, nella persona del Sostituto Procuratore Luca Bertuzzi, ha emesso nei confronti dei tre principali indagati un provvedimento di sequestro per equivalente, pari all’illecito profitto.

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