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Immagine di repertorio

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Teatro comico, qualcuno "piange": in tanti restano senza abbonamento

"Il sistema di vendita dei biglietti presso il botteghino è andato in blocco per via delle concomitanti prenotazioni online, ma anche online ci sono stati grossi problemi ad effettuare le prenotazioni"

La stagione del Teatro Comico del teatro Alighieri si apre quest'anno con risate a denti stretti. Sabato 18 gennaio, infatti, in occasione del rilascio degli abbonamenti per la stagione del Comico, centinaia di persone si sono ritrovate in coda ai botteghini del teatro fin dall'alba, rimanendo infreddolite ma senza abbonamento.

"Il sistema di vendita dei biglietti presso il botteghino è andato in blocco per via delle concomitanti prenotazioni online, ma anche online ci sono stati grossi problemi ad effettuare le prenotazioni - spiega il capogruppo di Lista per Ravenna Michele Distaso, che sul tema ha presentato un'interrogazione - Inoltre gli abbonati affezionati alla rassegna non hanno potuto usufruire del semplice rinnovo in virtù
dell’azzeramento degli abbonamenti alle precedenti edizioni della rassegna. Chiediamo di avanzare una richiesta di chiarimento presso gli organizzatori della stagione di Teatro Comico anche se non si ritiene di intervenire per suggerire di rivedere la modalità di prenotazione di abbonamenti".

"Sono abbonata da più di venti anni ininterrottamente agli spettacoli del comico (rinnovando l’abbonamento anche nelle annate con programmazione poco attraente, pur di mantenere la priorità acquisita e anche per sostenere l’iniziativa culturale) - spiega una donna a Lista per Ravenna, che ha presentato un'interrogazione per fare luce sul caso - Nella lettera ricevuta in quanto vecchia abbonata sono stata informata che il progetto di nuovo assetto della platea aveva reso impraticabile la campagna di ‘Rinnovo Abbonamento’ e necessario ‘l’azzeramento’ degli abbonamenti alla precedente edizione. I nuovi avrebbero potuto essere acquistati, nella settimana indicata, presso la biglietteria del teatro oppure online. La prima domanda che mi sono posta è perché l’acquisto degli abbonamenti con diritto di prelazione ai precedenti abbonati è stato invece precedentemente concesso, giustamente, sia per la stagione di prosa che per quella d’opera e danza, quasi che in un teatro comunale si possa fare del doppiopesismo. Degli 800 posti a disposizione, poi, 400 erano stati precedentemente assegnati ai Cral (Circoli Ricreativi Assistenziali Lavoratori). Se l’avessi saputo, avrei avuto un'alternativa in più tra cui scegliere, oltre alla solita lunga fila davanti alla cassa del teatro ed agli inutili tentativi effettuati online (tutto bloccato: le addette alla biglietteria mi hanno in seguito riferito di aver avuto esse stesse difficoltà di collegamento per l’assegnazione dei posti). Il primo giorno di apertura della biglietteria, trascorsi 45 minuti dall’inizio e dopo l’ingresso di 24 persone, è stato comunicato alla folla, in attesa da ore, che erano rimasti solo due posti in loggione. Considerato che ogni persona aveva facoltà di sottoscrivere al massimo quattro abbonamenti, i posti assegnati avrebbero potuto essere al massimo 96, ma dei 400 posti rimasti disponibili due terzi sono stati venduti online e un terzo tramite la biglietteria del teatro. I conti tornano solo al sottobanco. Ho infine letto che “gli abbonamenti non sono nominativi e possono essere ceduti ad altre persone”, senza però specificare che per gli abbonamenti acquistati usufruendo di sconti (ad esempio coi Cral), le persone a cui vengono ceduti devono avere pari requisiti (ad esempio, l’iscrizione al Cral). Poiché ritengo di aver subito delle scorrettezze dovute a una gestione ambigua e a un’informativa poco trasparente, consapevole che l’invalidazione dell’avvenuta vendita degli abbonamenti recherebbe danno a troppe persone che non lo meritano, chiedo però che il prossimo anno si rispetti, con un’informativa chiara e trasparente, il diritto di prelazione dei vecchi abbonati all’edizione 2018 che quest’anno non hanno potuto acquistare l’abbonamento. Non sarebbe sbagliato neppure tener conto dei più vecchi fedeli abbonati. Ritengo comunque che la cultura sia un bene da rendere fruibile a un numero sempre maggiore di persone. Se il restyling del teatro per renderlo più confortevole è andato a scapito della capienza, è una scelta che non condivido. Ritengo inoltre che si debbano consentire pari opportunità per l’acquisizione di un prodotto culturale, senza corsie preferenziali".

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