Telefonino vietato durante la caccia, il Pri: "Norma esagerata e illegittima"

I consiglieri comunali Mingozzi e Francesconi intervengono in merito alla delibera regionale che vieta l'uso del cellulare durante l'attività venatoria.

I consiglieri comunali del Partito Repubblicano, Giannantonio Mingozzi e Chiara Francesconi, intervengono in merito alla delibera con la quale la Regione Emilia Romagna ha approvato alcuni giorni fa il nuovo calendario venatorio, istituendo il divieto dell'uso di telefonini durante l'attività di caccia.
Mingozzi e Francescono la ritengono "esagerata nella restrizione e probabilmente illegittima dal punto di vista delle libertà personali".
"Ogni richiamo ad evitare l'uso di questi strumenti a sostegno delle attività venatorie è motivato e di buon senso, ma c'è una bella differenza tra un richiamo e una norma che faccia divieto assoluto anche nel caso di esigenze personali, di salute, di soccorso o di verifica delle proprie comunicazioni telefoniche. E se consideriamo che i controlli spesso sono fonte di diatribe con gli stessi cacciatori e chi è deputato ad eseguirli si presenta il rischio di un aumento immotivato delle conflittualità alla ricerca di telefonini più o meno nascosti. Ci auguriamo che la Regione riveda questa norma perché abbiamo seri dubbi -, concludono Mingozzi e Francesconi - che questa preclusione rispetti le libertà individuali  difese dalla stessa Costituzione Italiana, e non tenga conto di esigenze dovute ad incidenti, emergenze di soccorso, corrispondenze famigliari. Non vorremmo che questo atteggiamento contro i cacciatori sia frutto di pregiudizi e non di un'analisi serena delle responsabilità di chi pratica l'attività di caccia secondo il rispetto delle leggi vigenti".

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LA REPLICA DELLA REGIONE - “All’interno del calendario venatorio regionale  il divieto riguarda esclusivamente l’uso improprio di questi strumenti, ad esempio quando sono impiegati per il richiamo degli uccelli selvatici, e non certo per comunicazioni che attengono alla sfera privata delle persone”. Così l’assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna. “La norma inserita nel calendario venatorio approvato nell’aprile scorso – sottolinea l’assessorato – intende semplicemente regolare l’impiego di questi strumenti nell’azione di caccia. La finalità è la stessa della legge nazionale n.157/92, che già regolamenta gli strumenti che possono essere utilizzati e vieta quelli espressamente non previsti”.        

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