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Cronaca

Spara 5 colpi alla prostituta: si costituisce ma nega tutto. Per la Procura ormai "si sentiva braccato"

Ancora ignoto il movente che avrebbe portato al tentato omicidio della prostituta 29enne. Il presunto autore si era poi recato all'estero, dove gli investigatori lo avevano individuato, Indagata per favoreggiamento anche una donna

Si sarebbe costituito perché ormai aveva capito di essere stato individuato: questa è la tesi degli investigatori in merito al presunto responsabile del tentato omicidio di una prostituta 29enne bulgara, risalente allo scorso 19 maggio. L'uomo, un 34enne bulgaro, si è infatti costituito alle forze dell'ordine dopo due settimane dal delitto, avvenuto  sulla statale Adriatica all'altezza della Cava Manzona vecchia, tra Savio e Fosso Ghiaia. Nel lasso di tempo intercorso fra l'attentato alla vita della donna, colpita da 5 colpi di pistola, tutti diretti alla parte superiore del corpo con la chiara intenzione, secondo la Procura, di uccidere, e la costituzione da parte dell'indagato, le attività investigative non si erano mai fermate.

In Procura il punto sulle indagini del tentato omicidio della prostituta (foto Massimo Argnani)

Il 34enne si è dunque costituito, ma allo stesso tempo avrebbe sempre negato ogni coinvolgimento nel delitto, riferendo anche di trovarsi all'estero in quei giorni. Una tesi irricevibile per gli inquirenti. Le indagini condotte giorno e notte dai Carabinieri di Ravenna, coordinati dalla Procura e in particolare dal sostituto procuratore Francesca Buganè Pedretti, avrebbero infatti raccolto prove tali da portare entro breve tempo a un arresto. Secondo gli investigatori, il presunto autore del tentato omicidio si trovava infatti in Italia in quei giorni, e proprio nel territorio ravennate.

L'attività di indagine è scattata immediatamente dopo il ritrovamento della vittima, salvata quasi per puro miracolo, con i colpi che hanno evitato di un soffio organi vitali, e con la fortunata presenza di un'ambulanza in zona. Vittima che avrebbe poi riferito subito agli investigatori pochi ma decisivi elementi per rintracciare una vettura, poi individuata attraverso le telecamere di videosorveglianza nei dintorni. Da lì si è delineata la pista che portava al presunto responsabile.

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A quel punto si sono estese le ricerche ai luoghi utilizzati e frequentati dal 34enne, che a qualche giorno di distanza dal tentato omicidio, secondo gli inquirenti, si sarebbe allontanato dall'Italia per trovare rifugio in un Paese estero. L'indagato era infatti solito compiere diversi viaggi all'estero e poco tempo prima si trovava infatti in Spagna. In quel momento il cerchio si è andato a stringere ed era già in atto una collaborazione internazionale per ottenere un mandato di cattura europeo, quando l'uomo sarebbe tornato in Italia. Il Gis (Gruppo di intervento speciale) dei Carabinieri era anche già pronto a intervenire, avendo individuato l'ubicazione del sospettato in una casa in un'altra provincia. A quel punto è subentrata una manovra di intermediazione che ha portato infine il 34enne a costituirsi.

L'uomo è stato quindi arrestato e si trova in carcere. Come già detto, non avrebbe però fornito alcuna informazione in merito al delitto, negando ogni responsabilità. Insieme a lui è indagata (al momento per favoreggiamento della prostituzione, ma non si esclude che il capo di imputazione possa essere modificato) anche una donna di 36 anni. Entrambi avevano un legame con la vittima 29enne, ma per ora sul movente del delitto viene mantenuto uno stretto riserbo. La vittima ora non si trova più in prognosi riservata, ma è ancora alle prese con le cure per le gravi ferite riportate. Al momento non è stata rintracciata dagli investigatori l'arma usata dal sospettato per esplodere i colpi contro di lei, mentre nel primo pomeriggio di oggi i Carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna hanno individuato e posto sotto sequestro l'auto Bmw utilizzata dall'aggressore.

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