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Terremoto in Emilia, ancora scosse. Notte insonne per gli sfollati

Non smette di tremare la terra tra il modenese e il ferrarese, ferito dal devastante terremoto di magnitudo 5.9 Richter che ha causato sette morti

Non smette di tremare la terra tra il modenese e il ferrarese, ferito dal devastante terremoto di magnitudo 5.9 Richter che ha causato sette morti. Le scosse più forti (magnitudo 3,7 e 3.6 della scala Richter) sono state avvertite intorno alle 3 e alle 4 di domenica notte nelle zone fra Mirandola, San Felice e Finale Emilia, Nessuna tregua per la popolazione che, per la paura, ha preferito recarsi nei centri di accoglienza alle loro case, anche quelle non lesionate.

Dalla prima scossa delle 4.05 di domenica, sono state registrate altre 150 scosse, alcune solo strumentali, ma la maggioranza chiaramente avvertite. Le popolazioni terremotate inoltre devono fare i conti con il freddo e il maltempo.  Fortunatamente nei paesi epicentro del sisma, Finale Emilia, Sant'Agostino e San Felice sul Panaro, tra gli altri, le piogge non stanno tuttavia creando particolari problemi alle operazioni di soccorso e di messa in sicurezza delle strutture colpite.

Squadre di tecnici saranno al lavoro per le verifiche strutturali di edifici. Molti gli edifici storici danneggiati, fra cui il castello estense di Ferrara che risulta particolarmente colpito. “Che nel 2012 crollino coperture di capannoni costruiti negli anni 2000 deve fare riflettere piu' di tante altre cose", ha detto il prefetto Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile. "Deve scattare la solidarietà di tutto il Paese, non è possibile pensare diversamente", ha affermato il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani.

Il totale dei danni stimati dalla Coldiretti per il terremoto in Emilia Romagna è di 200 milioni di euro tra crolli e lesioni degli edifici rurali (case, stalle, fienili e serre) danni ai macchinari, animali imprigionati sotto le macerie e le oltre 400 mila forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, cadute a terra per il crollo delle “scalere”, le grandi scaffalature di stagionatura che sono collassate sotto le scosse.
 

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