Terrorismo, il profilo dell'arrestato: un mix di instabilità mentale, islam e reati

Si aggiungono nuovi dettagli sull'arresto dell'albanese di 28 anni che sabato sera ha sparato in un parco pubblico di Ravenna

Si aggiungono nuovi dettagli sull'arresto dell'albanese di 28 anni che sabato sera ha sparato in un parco pubblico di Ravenna, "perché era nervoso", come avrebbe poi spiegato agli inquirenti che lo interrogavano. Come è noto, l'uomo è sospettato di avere a che fare col terrorismo, per via delle scritte inneggianti ad Allah trovate sulle pareti di casa sua, scritte che si affiancherebbero ad altre di natura anti-semita, come riporta il Corriere Romagna in edicola venerdì mattina.

Dal profilo che i poliziotti stanno tracciando emerge un soggetto dalla personalità molto instabile e sempre con delle armi pronte a portata di mani. Un uomo che parla di "spiriti maligni" e "demoni"e di lettura delle sacre scritture dell'islam per liberarsi dal gioco di queste persecuzioni che esistono nella sua testa. 

Ma un'altra persecuzione potrebbe essere più reale, e connessa agli ambienti sospetti che frequentava. Un'ipotesi è che qualcuno lo stesse cercando "per fargliela pagare", magari per l'episodio dello scorso febbraio del denaro perso, circa 20mila euro, durante una fuga allo stop dei carabinieri. Per questo avrebbe sentito la necessità improvvisamente di armarsi, comprando una pistola rubata di recente, appena un paio di mesi fa a Rimini. Per l'episodio di febbraio, intanto, i carabinieri gli hanno notificato in carcere un'ulteriore accusa, quella di furto: l'ipotesi è che quei soldi fossero stati rubati.

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Con questo mix di instabilità mentale, precedenti di polizia e orientamente religioso verso le posizioni più radicali dell'Islam, l'autorità giudiziaria per ora ha ritenuto di mantenere la custodia cautelare in carcere per la sua pericolosità sociale e di valutare l'espulsione per motivi di sicurezza.

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