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Terrorismo islamico in città, la Lega: "Colpa della politica dei porti aperti"

A parlare è Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, che commenta l'attività della Polizia di Stato che nei giorni scorsi ha rintracciato a Ravenna il fratello di un "foreign fighter" tunisino

"Un nuovo, ennesimo caso che denuncia la presenza di pericolosi soggetti collegati al terrorismo jihadista a Ravenna". A parlare è Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, che commenta l'attività della Polizia di Stato che nei giorni scorsi ha rintracciato a Ravenna il fratello di un "foreign fighter" tunisino.

"Un rinnovato encomio all’attività delle Forze dell’Ordine. E un rinnovato biasimo politico nei confronti del persistente, fragoroso silenzio della sinistra e degli amministratori comunali e regionali dem, con in testa il governatore Stefano Bonaccini, di fronte alla presenza, in casa nostra, di cellule del terrorismo islamico - punta il dito Morrone - Un pericolo concreto da cui emerge la centralità di Ravenna e di altre località dell’Emilia Romagna nella geografia del radicalismo fondamentalista. Ed è evidente che sono la politica dei porti aperti e dell’immigrazionismo selvaggio e senza controlli che consente lo sbarco e l’arrivo in Italia di immigrati irregolari, spesso collegati alla rete della criminalità e del terrorismo internazionali, che si insediano dove si sentono al sicuro e dove credono di poter agire indisturbati nella loro opera di proselitismo. Inutile girarci attorno. Le politiche immigratorie del Pd, sposate dal nuovo governo giallorossofucsia, sono un grave problema per l’ordine pubblico in Italia, perché consentono la violazione delle leggi vigenti in materia di sicurezza dello Stato e dell’immigrazione. Non sono il buonismo o l’umanitarismo a muovere queste politiche, ma l’affarismo e l’irresponsabilità nei confronti del paese".

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