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Terrorismo, scoperto ed espulso uno straniero: si stava radicalizzando

L'uomo, in diverse occasioni, avrebbe manifestato atteggiamenti di forte rancore e disagio rispetto al contesto socio culturale occidentale

Lunedì la Polizia di Stato ha dato esecuzione all’espulsione dal territorio nazionale, per motivi di pericolosità sociale, un 42enne marocchino che era stato individuato e fermato a Ravenna il 5 ottobre. L’espulsione è il risultato di un’indagine effettuata dalla Digos di Ravenna, che nel corso della permanente attività di analisi e contrasto al fenomeno del radicalismo religioso ha individuato una serie di circostanze ed elementi oggettivi che hanno contribuito a definire il profilo critico del 42enne, il quale in diverse occasioni avrebbe manifestato atteggiamenti di forte rancore e disagio rispetto al contesto socio culturale occidentale.

Dagli accertamenti effettuati, infatti, sarebbe emerso che lo straniero, non in regola con le norme sul soggiorno e con precedenti di Polizia per detenzione abusiva di armi, era presente nella provincia ravennate già da qualche anno. Ulteriori e approfondite indagini hanno effettivamente consentito di comprendere come quest’ultimo avesse avviato un proprio percorso di auto radicalizzazione, caratterizzato da elementi volti a contrapporsi alla vita sociale quotidiana.

Lega Nord

"Un plauso al vice questore Ornella Lupo e a tutta la Digos ravennate - commenta Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna - le Forze dell’ordine ravennate stanno conducendo operazioni di grande rilevanza investigativa e per la sicurezza delle nostre comunità. Già alla fine dell’agosto scorso mi ero complimentato con la Digos ravennate per l’individuazione e la cattura dell’ennesimo presunto combattente islamico albanese, un foreign fighter, che da due mesi risiedeva a Castel Bolognese. Significa che la nostra regione, purtroppo, continua a essere rifugio di immigrati islamici o convertiti radicalizzati e crocevia del fondamentalismo, ma anche che possiamo contare su professionisti delle Forze dell’ordine che presidiano il territorio con grande professionalità e capacità indiscusse. E’ evidente che, di fronte al continuo emergere di una rete dell’islamismo fondamentalista e di individui radicalizzati, bisogna tenere alta la guardia ed è necessaria la responsabilizzazione di tutte le istituzioni, comprese le amministrazioni comunali".

Confcommercio

"Merita un grande plauso l’indagine, certamente lunga e difficoltosa, della Digos di Ravenna e tutto il personale - commentano da Confcommercio Ravenna - Ravenna è città turistica e culturale e quindi l’ordine pubblico e la sicurezza devono rappresentare un impegno quotidiano, per questo diamo atto alle forze dell’ordine del lavoro svolto, in particolare sul versante della collaborazione fra i vari Corpi dello Stato, grazie al prezioso coordinamento del Prefetto di Ravenna Caterino. La sicurezza è anche al primo posto tra le problematiche evidenziate dagli associati Confcommercio Ravenna, prima della burocrazia e della eccessiva fiscalità: per questo non ci stancheremo di chiedere maggiore centralità al diritto di stare tranquilli, perché questo è il tema più sensibile per imprese e cittadini. Vogliamo sottolineare però un ulteriore aspetto: dall’inizio dell’anno salgono a quattro le espulsioni dal nostro territorio di foreign fighters. Negli ultimi tre anni le espulsioni di questo tipo hanno interessato otto persone. Le precedenti espulsioni del 2018, prima del marocchino espulso sabato, avevano interessato due tunisini (espulsi dall’Italia nel gennaio e febbraio scorso), e un albanese di 28 anni di Castel Bolognese, rimpatriato ad agosto e con provvedimento di espulsione del Ministero dell' Interno, considerato dagli inquirenti un pericoloso jihadista radicalizzato da tempo. Nella nostra città, che è sempre più sulle cronache nazionali come centro privilegiato dei foreign fighters, si è verificato il primo caso in Italia di uno straniero fermato con l'accusa di essersi arruolato nell' Isis (era il 2015): il 29enne tunisino Noussair Louati fu arrestato dalla Digos con l'accusa di essersi arruolato nell'Isis. Alla luce di tutto ciò, e proprio per i precedenti che hanno interessato il nostro territorio, Confcommercio Ravenna  auspica un incremento del personale delle forze dell’ordine per un controllo del territorio ancor più efficace e per mettersi al riparo da eventuali accadimenti. Il buon esito di operazioni come quella portata a termine dalla Digos di Ravenna passa anche dalla dotazione dei mezzi a disposizione e soprattutto dalla disponibilità di personale preparato".

Il vicesindaco

Anche il vicesindaco Eugenio Fusignani si complimenta col Questore e col Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri in merito all'espulsione del 42enne, oltre al fermo del presunto assassino di Rocco Desiante. "L'ulteriore conferma di come a Ravenna l'amministrazione della pubblica sicurezza sia particolarmente efficace ed efficiente - commenta Fusignani - In particolare l’operazione della Digos è la prova di come il nostro territorio sia sempre debitamente controllato, con particolare attenzione al contrasto e alla prevenzione di fenomeni legati al rischio radicalizzazione. Pur consapevole che Ravenna non è avulsa dal contesto che coinvolge tutte le realtà del Paese, ho la certezza che il proficuo lavoro delle forze dell’ordine rappresenta una garanzia che accresce la tutela del territorio e il senso di sicurezza dei cittadini. Il tutto agevolato dal rapporto di collaborazione fra istituzioni che, a partire da Procura della Repubblica e Prefettura, rappresenta un motivo di maggior efficienza nelle risposte alla sempre presente domanda di sicurezza. Con la quarta individuazione in questo comune, di persone legate a fenomeni di radicalizzazione, voglio sottolineare la particolare efficienza del lavoro di intelligence che la Digos svolge a Ravenna e nel territorio. Un lavoro che, nel rispetto delle diverse funzioni l’attuale legislazione gli riconosce, vede il contributo a supporto anche della nostra Polizia Locale, la quale è e vuole essere sempre più partecipe del sistema.
Per questo rinnovo la disponibilità alla più ampia collaborazione a tutte le operazioni di ordine e sicurezza pubblica, nella consapevole certezza che Ravenna non è la capitale dei “foreign fighters” ma solo e unicamente quella delle buone pratiche investigative e di forze dell’ordine particolarmente preparate ed efficienti".

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