Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Tomba di Dante: dopo la "figuraccia" nuovi progetti per la zona Dantesca

Il monumento, tra i più importanti della nostra città, è finito sotto i riflettori dopo che una studentessa e un funzionario del Mibact hanno chiesto perchè l'accesso alla Tomba fosse impedito ai visitatori

Padre Egidio Monzani lascia la città e la direzione del Centro dantesco dei frati Minori conventuali: dopo un incarico durato quattro anni don Egidio è infatti stato trasferito a Milano. Don Egidio è stato anche un componente del Comitato scientifico del Parco Letterario Terre di Dante, presieduto da Ivan Simonini, che nei giorni scorsi ha portato alla luce un problema sollevato da un funzionario della segreteria del Mibact (Ministero beni, attività culturali e turismo) riguardante uno dei monumenti più importanti della nostra città: la Tomba di Dante.

Il funzionario del Ministero: "Perchè la Tomba è chiusa?"

"Il riferimento è una visita nello scorso mese di luglio a Ravenna, visita "ammaliante" per la bellezza, la cura dei luoghi, l'affabilità delle persone, l'aura penetrante dell'antico convento e del museo dantesco ", spiega Simonini. Arrivato di fronte alla Tomba di Dante il funzionario del Ministero, un po' confuso, ha chiesto perché l'ingresso fosse bloccato da un nastro blu. "Peccato non poter godere di quel contatto virtuale con i sacri resti mortali tanto sperato all'arrivo a Ravenna, speranza spezzata ancor più mortalmente da una ragione "effimera" d'ordine organizzativo: i numerosi ragazzi e turisti depositavano fiori e troppi messaggi poetici sulle pietre all'interno del sepolcro e, non potendo assicurare una puntuale pulizia del luogo, l'accesso viene negato - spiega Simonini - Da non credere: dal di fuori neanche i toccanti versi latini dettati da Bernardo Canaccio si potevano leggere, a causa della luce battente riflessa sull'iscrizione dell'epitaffio. Padre Egidio non ha potuto rispondere altro, se non che "la cura del luogo è di pertinenza non sua ma del Comune di Ravenna" e che lui, pur essendo perfettamente d'accordo con la protesta, non può andare però oltre ai suggerimenti".

La turista "col cuore infranto"

Lo stesso problema è stato sollevato, a fine agosto, da Elisa, studentessa universitaria romana in visita alla Tomba del Sommo Poeta. "Non ho potuto accedere all'interno e questo mi ha causato una sofferenza psicosomatica, "che 'ntender non la può chi no la prova"" - scrive Elisa in una lettera indirizzata a Simonini. "Mi chiedo se questi "fiori" e "biglietti" lasciati da turisti di tutto il mondo siano finora andati a finire nell'immondizia - prosegue il presidente - Andrebbero semmai, almeno i biglietti, conservati come fanno a Verona al balcone di Giulietta o a Firenze a Santa Maria dei Cerchi presso la pietra tombale di Beatrice Portinari: lì c'è un cesto sempre pieno che viene svuotato pressoché ogni giorno. Il biglietto di ogni singolo visitatore della Tomba di Dante va tenuto e conservato scrupolosamente per quello che diverrebbe uno straordinario archivio dell'immaginario collettivo. Altro che trasformarlo in scusa penosa per tenere alla larga gli ammiratori del Sommo Poeta! Il Mausoleo di Dante va rigorosamente aperto tutti i santi giorni dell'anno, almeno dalle ore 9 alle ore 19 da marzo a ottobre, e almeno dalle ore 9 alle ore 18 da novembre a febbraio. Il personale di guardiania va almeno raddoppiato per garantire un servizio efficiente e, se non basta raddoppiarlo, va quadruplicato, magari avvalendosi di cittadini volontari opportunamente istruiti. Ogni barriera all'ingresso della Tomba va da subito eliminata garantendo il flusso continuo dentro al sacello di piccoli gruppi di visitatori. E sarebbe niente rispetto a quello che meriterebbe il monumento dantesco più importante di ogni tempo e di ogni luogo".

Il progetto: una nuova "zona del silenzio"

Simonini lascia trapelare poi alcuni dettagli su un progetto futuro, già accennato dal sindaco de Pascale qualche mese fa. "Di questo stiamo da qualche mese, ragionando assieme a Nino Carnoli, a Linda Kniffitz e a Padre Egidio Monzani in un apposito gruppo di lavoro che il Comitato Scientifico del Parco Letterario Terre di Dante ha incaricato. Vogliamo redigere un progetto complessivo di riorganizzazione dell'intera zona dantesca, anche con previsione di un percorso culturale che intorno al Mausoleo coinvolga i Chiostri Francescani, il Museo Dantesco, il Quadrarco di Braccioforte, la Basilica di San Francesco, il Palazzo della Provincia, la Biblioteca Oriani e la Biblioteca Classense. Non meno importante la materia, per una nuova toponomastica dantesca, affidata a un altro gruppo di lavoro del Parco Letterario che si avvale anche delle competenze di Alfredo Cottignoli e di Franco Gabici. Anche in tale materia, la situazione in essere è sciatta e deprimente e non degna di Celebrazioni 2021 all'altezza, ormai alle porte. I due "piani", Toponomastica Dantesca e Zona Dantesca, saranno a breve presentati senza chiedersi se valga davvero la pena produrre progetti per chi trascura proprio il bene massimo che dovrebbe tutelare. All'Unesco, dal 2015, giace una richiesta di riconoscimento internazionale della Zona Dantesca, così come avvenne vent'anni fa per altri otto monumenti ravennati. Riscuoterà mai il riconoscimento una zona che, invece di accogliere, respinge i suoi visitatori?".

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