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Cronaca

Caso di 'Toscana virus' nel ravennate: 47enne ricoverato per meningoencefalite dopo la puntura di un pappatacio

Dopo il caso di virus Dengue registrato a Faenza, nel ravennate spunta anche un caso di 'Toscana virus', un virus poco conosciuto e trasmesso da un pappatacio che, raramente, può causare meningite e meningoencefalite

Dopo il caso di virus Dengue registrato a Faenza, nel ravennate spunta anche un caso di 'Toscana virus', un virus poco conosciuto e trasmesso da un pappatacio che, raramente, può causare meningite e meningoencefalite. E purtroppo è proprio il caso del paziente ricoverato all'ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, un 47enne di Cervia.

"Mercoledì siamo andati in pronto soccorso a Cervia perchè il mio compagno aveva la febbre alta da domenica e un forte mal di testa, ma i tamponi anticovid erano sempre negativi - spiega Barbara - Il medico di base ci aveva detto di assumere Brufen e Tachipirina alternati, ma non è servito a nulla. Poi gli è venuto uno sfogo nell'addome e gli si sono gonfiate le tempie. A Cervia ci hanno fatto attendere 4 ore nella rimessa delle ambulanze e ci hanno ascoltato poco, appena hanno sentito "febbre" ci hanno liquidato senza neanche farmi spiegare gli altri sintomi... Ormai sembra che ci sia solo il Covid, ma a volte ci sono patologie anche più gravi. Per fortuna comunque il medico del pronto soccorso ci ha visto lungo e, dopo qualche ora di attesa, il mio compagno è stato visitato e portato in ambulanza all'ospedale di Ravenna. Lì hanno capito subito che c'era qualcosa che non andava".

Arrivato al Santa Maria delle Croci, il 47enne non riesce neanche a camminare normalmente. "Hanno chiamato un infettivologo che ha fatto un prelievo di midollo, hanno scongiurato la meningite batterica però hanno visto che c'era qualcosa di virale. Lo hanno ricoverato in Medicina d'urgenza con meningoencefalite causata dalla puntura di un pappatacio che gli ha trasmesso il Toscana virus. A molte persone il virus non causa alcun sintomo, ad altri purtroppo può venire questa infiammazione. Il mio compagno non ha fatto viaggi all'estero, non sappiamo dove si sia infettato. Ora per fortuna è fuori pericolo, è sempre stato cosciente anche se in stato confusionale, anche se ha ancora un forte mal di testa ed è ancora ricoverato".

Angelini (Ausl): "Niente allarmismi"

Sulla questione abbiamo interpellato Raffaella Angelini, direttrice della Sanità pubblica di Ausl Ravenna. "Il virus Toscana è un virus autoctono che c'è da sempre e che torna a ogni estate - spiega la dottoressa - Per la maggior parte si tratta di casi isolati, più raramente si sviluppa qualche piccolo focolaio. Nel 2007, quando a Castiglione avemmo l'epidemia di Chikungunya, la prima ipotesi fu proprio che potesse trattarsi di virus Toscana, ancora non sapevamo che fosse un virus dall'India. Ma le trappole non catturarono nessun pappatacio".

Angelini spiega come riconoscere il virus: "E' poco probabile prenderlo e nella maggior parte dei casi si tratta di forme insignificanti, ma quando lo diagnostichiamo solitamente è proprio perchè c'è una sintomatologia più "forte" come nel caso del 47enne ricoverato a Ravenna, che in ogni caso non è particolarmente grave. Non è una cosa che deve allarmare, ma è bene cercare di prevenire proteggendosi dalle punture di pappatacio, che adesso comincia a essere frequente anche nelle nostre zone. E' un piccolo insetto, simile a un moscerino, che a differenza della zanzara è silenzioso, da qui il nome. Punge lasciando un piccolo ponfo di solito. E' bene usare repellenti per proteggersi, soprattutto negli orari di crepuscolo".

Cos'è il virus Toscana e come prevenirlo

Il virus Toscana (Tosv) prende il nome della regione in cui è stato isolato all'inizio degli anni '70 dalla dottoressa Paola Verani e dai suoi collaboratori dell'Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di un virus non molto conosciuto, trasmesso da flebotomi (pappataci) e associato a casi di meningite e di meningoencefalite nell'uomo, soprattutto nei mesi estivi. I pappataci sono insetti simili a zanzare di piccole dimensioni, hanno un volo silenzioso e le loro punture sono particolarmente fastidiose e irritanti. Le larve non si sviluppano come per le zanzare in presenza di acqua, ma in luoghi asciutti, umidi e bui (sotto cumuli di foglie, detriti vegetali o letame).

Il periodo di incubazione della malattia varia da pochi giorni a due settimane. Nella maggior parte dei casi il virus provoca una forma febbrile lieve e autolimitante. Nelle forme più gravi, l’inizio della sintomatologia è improvviso e caratterizzato da mal di testa, febbre, nausea, vomito e dolori muscolari. È stata segnalata la presenza di eritema cutaneo maculo-papulare. Può causare meningite e meningoencefalite.

La sintomatologia in media dura 7 giorni. L'infezione può decorrere anche in maniera asintomatica. La prevenzione, come già spiegato dalla dottoressa Angelini, consiste nell’evitare le punture dei flebotomi, applicando misure di protezione personale quali l’uso di repellenti sulla cute, indossare abiti che coprano la maggior parte del corpo, uso di zanzariere impregnate con insetticidi. I flebotomi sono sensibili agli insetticidi, quali i piretroidi. Sono tuttavia segnalate resistenze in alcune specie di flebotomi.

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